La sparatoria in centro era avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 agosto. In carcere l’aggressore
(a.cam.)«Fuori pericolo». Le parole che i familiari di Andrea Giacalone attendevano da un mese sono state pronunciate nelle scorse ore dai medici dell’ospedale Sant’Anna, che hanno sciolto la prognosi per il barista di 25 anni di Cantù ferito in maniera gravissima da due colpi di lupara la notte tra il 3 il 4 agosto scorsi in piazza Garibaldi, nel centro della Città del Mobile.
Andrea Giacalone è stato ferito da due colpi esplosi con un fucile a canne mozze da Antonio Manno, 21enne di Cantù attualmente rinchiuso in carcere al Bassone. All’origine dell’aggressione ci sarebbero stati motivi sentimentali. Manno è accusato di tentato omicidio. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Maria Vittoria Isella. L’arma utilizzata per ferire Andrea non è ancora stata trovata.
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