Furti e spaccate: patteggiamenti per 24 anni

altIn aula la banda che colpì più negozi tra il capoluogo e Olgiate Comasco
Ventiquattro anni di carcere (una condanna in abbreviato e 12 patteggiamenti) ma anche due imputati rinviati a giudizio. È questo l’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta di fronte al giudice di Como Francesco Angiolini.
In aula è finita una maxi inchiesta coordinata dalla procura (pubblico ministero Massimo Astori) e condotta dai carabinieri (nucleo operativo e radiomobile di Como e stazione di Olgiate Comasco), che avevano indagato su una serie di furti e di spaccate tra la città di Como e il Varesino.

 La pena più alta, nonostante il patteggiamento, è stata inflitta a quello che veniva ritenuto il capo del gruppo, seppur in assenza di una vera e propria associazione. Si tratta di un italiano, soprannominato il “Grasu” (da “grasso” in romeno), 40 enne di Vertemate con Minoprio, che ha rimediato 3 anni, 3 mesi e 10 giorni. Gli altri accordi di pena vanno da un minimo di 4 mesi (ad una 45enne canturina difesa dall’avvocato Ivana Anomali) ad un massimo di oltre tre anni, passando per i 2 anni e mezzo dell’unico già detenuto che ha voluto essere presente in aula, un romeno 38enne rappresentato da Fulvio Anzaldo. In totale il giudice ha accolto patteggiamenti per 24 anni, compresa una condanna in abbreviato a tre anni per un altro romeno di 33 anni. 

Due imputati – un 66enne di Cucciago (difeso da Rachele Viganò) e un romeno di Cantù, 30enne – sono invece stati rinviati a giudizio. Gli altri in aula erano rappresentati da Francesca Binaghi, Daniela Danieli, Giuseppe Sassi, Pasquale Saggiomo, Anna Maria Restuccia e Luca Viganò. La banda era dedita a furti e spaccate in negozi e attività della provincia e non solo, senza disdegnare pure l’irruzioni in garage di privati. Al gruppo sono stati contestati – con ruoli diversi e a vario titolo – una quindicina di assalti a cui partecipavano a turno quattro o cinque persone. Colpi spesso su commissione e con obiettivo merce di ogni tipo, dalle bottiglie di vino ai tagliaerba, dagli strumenti musicali alle canne da pesca, passando per abiti firmati, cassette degli attrezza o macchine per spalare la neve.
I carabinieri, in un anno di indagini, hanno recuperato un bottino stimato in oltre 120mila euro di refurtiva che non era ancora stata piazzata sul mercato nero. La banda era composta da una maggioranza di italiani, da romeni e anche da un marocchino. Il primo tassello per arrivare a sgominare il gruppo di malviventi è stato ottenuto grazie ai filmati di uno dei negozi assaltati, il Gam Motor Garden di Beregazzo con Figliaro, il 31 gennaio 2013. Vedendo quelle immagini, e confrontandole con quelle acquisite nei giorni precedenti, in cui vennero effettuati i sopralluoghi, si è iniziato a stringere il cerchio attorno ai ladri fino, appunto, a contestare gli assalti in gran parte nel Comasco, nell’Olgiatese e nella Brianza canturina.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Una parte della refurtiva che era stata recuperata dai carabinieri di Como e di Olgiate Comasco nell’ambito dell’operazione “Grasu”, dal soprannome del personaggio di riferimento della banda finita a processo per una quindicina di spaccate e furti

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