Furti in appartamento in serie: a processo due cileni

Como Tribunale Palazzo di giustizia

Uno è considerato dalla pubblica accusa un “topo d’appartamento” seriale, in azione in diversi comuni della Lombardia. L’altro è stato trovato in possesso di una notevole mole di refurtiva scomparsa in diversi colpi. Sono ora entrambi a processo per rispondere alle accuse – a vario titolo ovviamente – di ricettazione e di furto in appartamento. Assalti avvenuti tutti nel 2015, a pochi giorni di distanza l’uno dagli altri, divisi tra Lipomo, Cabiate, ma anche Nova Milanese, Milano e Vaiano Cremasco. La base operativa sarebbe stata a Milano, dove venne recuperata parte della refurtiva. Nei guai, di fronte al giudice monocratico di Como, sono finiti due cileni di 29 e 28 anni, assistiti dall’avvocato Davide Arcellaschi. Nei loro colpi – avvenuti il 15, il 18, il 25 settembre del 2015, e il 9 e 10 di ottobre dello stesso anno – sarebbero scomparsi dagli appartamenti delle vittime beni di ogni tipo, gioielli, ori, borse, carte di credito, orologi (tra cui Rolex), ma anche cellulari, tablet, videocamere, contanti, passaporti e documenti, arrivando anche alle fedi e a paia di scarpe di marca.
Furti che mettevano a segno introducendosi negli appartamenti attraverso le finestre dopo aver rotto vetri o danneggiato gli stipiti. L’inizio dell’indagine avvenne da una perquisizione in un appartamento – frequentato dai due cileni – dove venne recuperata refurtiva e anche i telefoni cellulari del tandem sudamericano. L’analisi dei telefonini, delle chiamate e dei messaggi effettuati e ricevuti, uniti al tracciamento delle celle agganciate ha permesso agli inquirenti (incrociando i dati con i furti avvenuti nelle zone interessate) di rilevare la presenza (soprattutto del 29enne) sempre in prossimità di un grande furto in appartamento. L’indagine è stata in gran parte strutturata con questa grossa mole di elementi, fino a quando in uno degli appartamenti visitati dai ladri, gli uomini della polizia scientifica rilevarono anche una impronta che è poi stata attribuita a uno dei due soggetti, chiudendo il cerchio dell’accusa attorno ai due cileni.
Nell’udienza di ieri in tribunale a Como sono sfilate tutte le vittime dei furti, e anche i primi inquirenti. Nella prossima udienza toccherà alla Scientifica sedersi di fronte al giudice monocratico. La data del ritorno in aula è stata fissata per il mese di febbraio del 2021.

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