Cronaca

Furti nelle abitazioni senza limiti: siamo a 10 al giorno

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I numeri, già alti, crescono ancora del 27%. Il Questore: «In linea con il dato nazionale»
(m.pv.) L’anno scorso i numeri, che parevano già alti, indicavano, in media, quasi otto furti nelle abitazioni di media al giorno. Nel periodo compreso tra il 1° aprile 2013 e il 31 marzo 2014, il dato è ulteriormente cresciuto. Tanto da portare lo stesso capo della polizia Alessandro Pansa a parlare del fenomeno nel suo intervento per il 162° anniversario di fondazione della polizia di Stato.

«Assistiamo ad una generale diminuzione del numero complessivo dei reati commessi – ha detto – con l’eccezione purtroppo dei furti nelle abitazioni».
E il dato, confermato su scala nazionale, si fa sentire anche in provincia di Como tanto che negli ultimi 12 mesi i colpi dei ladri negli appartamenti sono passati dai 2.895 del 2013 agli attuali 3.683 con un incremento del 27%. Insomma, se come detto nell’ultimo rapporto ci si attestava attorno ai 7-8 assalti al giorno, gli ultimi dati consolidati del 2014 parlano di 10 furti ogni 24 ore nelle case dei comaschi.
La questione è stata toccata anche dal Questore Michelangelo Barbato nel proprio intervento di ieri: «Gli indicatori attestano un lieve aumento dei reati in generale nel Comasco, specie i reati contro il patrimonio – dice Barbato – Più specificatamente, seppur in linea con il dato statistico nazionale, è in aumento il numero di furti in particolare quelli in abitazione che tanto preoccupano e sono causa di allarme sociale».
In effetti, è tutto il capitolo dei furti a riportare il segno + nelle statistiche.
In totale, i furti sono passati da 10.439 a 11.803 (+13%), comprensivi dei già citati assalti nelle abitazioni (+27%) e dei furti di auto, saliti da 543 a 555 (+22%).
Stabili le altre voci ovvero i borseggi e i furti negli esercizi commerciali.
Sull’altro piatto della bilancia, tuttavia, calano le rapine (-5%), soprattutto quelle in banca che sono letteralmente crollate scendendo da 17 nel 2013 a 8 del 2014 (-50%). Scorrendo i numeri, c’è da segnalare il preoccupante incremento dello stalking (+25%, da 28 a 35 casi in un anno) e soprattutto quello dello sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile. Qui il dato è incredibile: gli episodi sono quadruplicati, passando da 9 a 36. Prosegue infine il trend di crescita delle truffe e delle frodi informatiche (+17%, da 666 a 783). In calo – ma solo apparente – i Daspo (ovvero i divieti ad assistere alle manifestazioni sportive) scesi da 13 (nel 2013) a 4. Ma quest’ultimo numero ancora non comprende i 9 emessi dopo l’aggressione agli agenti della polizia locale prima della partita di calcio tra Como e AlbinoLeffe. Il numero complessivo dei delitti in provincia di Como è di 19.421 rispetto ai 18.506 di un anno fa (+4%).
Il discorso del Questore
Due i punti toccati con più vigore dal questore Michelangelo Barbato. Il primo riguarda i giovani, il secondo l’immigrazione. «Grande attenzione nella nostra attività è rivolta ai giovani ed alle fenomenologie che li coinvolgono quali alcolismo, droghe, bullismo. Si è molto attenuato il controllo che nel passato veniva esercitato dalle famiglie… Negli ultimi anni si è diffuso il convincimento, erroneo, che il mondo dei sentimenti delicati, delle buone maniere, della lealtà, della legalità sia qualcosa di spontaneo. No: è il prodotto di millenni di civilizzazione e si consegue solo grazie alla continua vigilanza della comunità, alla sua costante azione educativa e alla sua continua crescita culturale. Tale convincimento è certamente frutto degli interventi che, su richiesta dei dirigenti scolastici, il personale della Questura ha effettuato durante tutto l’anno (circa 90)».
«In questo particolare momento, una menzione speciale va rivolta alla professionalità dell’Ufficio Immigrazione – ha poi concluso il Questore Michelangelo Barbato – Quotidianamente, affronta in misura sempre crescente le emergenze e le dinamiche legate ai nuovi popoli che raggiungono il nostro Paese, con la speranza di conquistare migliori condizioni di vita. A ciascun operatore, viene richiesto un crescente impegno, ulteriori sacrifici, alta professionalità e non comuni valori umani».

 

Nella foto:
il ricordo dei caduti della Polizia di Stato (foto Fkd)
11 maggio 2014

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