Furto e molestie in un bar di Campione: due condanne

alt L’accaduto risale al 17 aprile del 2012
La cameriera fu derubata di 200 franchi e palpeggiata. La decisione in tribunale
Due condanne e una assoluzione. Con le ipotesi di reato derubricate in furto aggravato dalla destrezza (al posto dell’iniziale rapina) e in violenza sessuale ritenuta però di lieve entità.
Si è conclusa ieri pomeriggio davanti al giudice dell’udienza preliminare di Como, Maria Luisa Lo Gatto, la vicenda che andò in scena in un bar di Campione d’Italia il 17 aprile 2012. Quel giorno, intorno alle 4 della mattina, tre giovani si avvicinarono ad un bar ormai chiuso chiedendo di poter compraredelle sigarette. La cameriera, una comasca di 30 anni che

conosceva i ragazzi, li fece entrare. Iniziò così la storia, poi approdata in un’aula di tribunale e conclusa con la condanna a un anno e 4 mesi per un 21enne, nato a Marsiglia e residente a Campione d’Italia (accusato di furto aggravato, di violenza e anche di minacce alla donna), e alla pena di un anno per un giovane di Lugano (27 anni) anche lui con casa nell’enclave italiano sul Ceresio. Quest’ultimo è stato ritenuto responsabile “solo” della violenza.
Entrambi (assistiti da Fabrizio Natalizi e Barbara Marchesini) hanno scelto il rito Abbreviato con lo sconto di un terzo della pena.
Un terzo imputato residente a Cernobbio (21 anni, assistito da Cristiana Botta) è stato invece assolto. Secondo la tesi dell’accusa, la cameriera fu prima derubata di 200 franchi presenti nella cassa, poi subì alcune molestie. Per la precisione, il luganese – leggendo il capo di imputazione – avrebbe «bloccato la giovane per i fianchi simulando un rapporto sessuale», per poi «baciarla sul collo» e palpeggiarla, il tutto mentre il compagno si denudava davanti alla vittima. Il 21enne, nato a Marsiglia e residente a Campione d’Italia, è stato ritenuto responsabile anche delle minacce alla cameriera in quanto le avrebbe intimato di non raccontare l’accaduto, pena subire ripercussioni: «Picchio te, tuo fratello, tua mamma e spacco tutto il bar». Il giudice, dopo aver letto le due condanne e l’assoluzione per il terzo imputato, ha disposto anche un risarcimento provvisionale di 12 mila euro a favore della vittima (assistita da Livia Zanetti) in attesa di una futura definizione in sede civile. La sospensione condizionale della pena è stata subordinata proprio al pagamento della provvisionale.

M.Pv.

Nella foto:
Campione d’Italia, dove avvenne l’episodio approdato ieri pomeriggio davanti al giudice

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