Cronaca

Fusioni, avviso dalla Lega: «Serve il sì di tutti i Comuni»

altI criteri per il referendum
Domenica prossima si vota in 23 paesi comaschi

Dopo i grillini, anche la Lega Nord dice la sua a proposito dei criteri da adottare in vista delle fusioni tra Comuni in Lombardia. E il Carroccio conferma la linea peraltro già nota da tempo (ma adesso, in qualche modo, ufficializzata): «La proposta di referendum consultivo è approvata se in tutti i Comuni interessati prevale la risposta positiva».
Non solo: la risposta degli elettori, positiva o negativa, per essere valida dovrà, a detta della Lega, «raggiungere una maggioranza qualificata

del 55% dei voti espressi validamente in ciascun Comune interessato».
Insomma: dal partito che esprime il governatore, arriva un sostanziale altolà alle fusioni. Se davvero fosse necessario applicare il criterio indicato dal Carroccio, è facile immaginare che in nessuno dei 23 paesi chiamati al voto domenica prossima si raggiungerebbero i numeri richiesti. Le fusioni non sono mai state un processo facile e uno sbarramento aritmetico così alto potrebbe davvero decretare uno stop brusco a tutti i progetti comaschi.
Tuttavia, anche nelle dichiarazioni rilasciate ieri, i leghisti sono stati molto netti. Dario Bianchi, consigliere regionale dell’Altolago, non arretra.
«La posizione della Lega Nord sulle fusioni dei Comuni è chiara: noi vogliamo che venga assolutamente rispettata la volontà popolare. La Regione Lombardia non può e non deve assumere decisioni contrarie al risultato dei referendum. Siamo inoltre del parere che debbano essere tutelate le piccole Comunità, in uguale misura rispetto alle Comunità più grandi, in modo da evitare ogni tipo di prevaricazione».
Toni quasi ultimativi, che in parte sono confermati anche da un altro consigliere regionale di maggioranza, Alessandro Fermi. «L’ipotesi più probabile su cui la Regione sembra orientarsi è la necessità di avere una maggioranza di sì in tutti i Comuni – dice l’esponente di Forza Italia – Penso che in caso di voto chiaro, con percentuali nette da una parte o dall’altra, non ci saranno discussioni».
Francesco Dotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e già sindaco di Argegno, è ancora più tranchant: «Come gruppo consiliare riteniamo che se anche in un solo Comune – all’interno di ogni singolo progetto di legge – dovesse prevalere il no, si dovrebbe azzerare tutto. La volontà del popolo è e resta sovrana. Bisogna rispettare in pieno la decisione dei cittadini».

Da.C.

Nella foto:
Uno scorcio di Tremezzo, paese interessato alle fusioni assieme ad altri 22 piccoli centri lariani
28 Novembre 2013

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