Futuro della polizia postale a rischio, il sindacato rincara la dose

altLa prevista riorganizzazione
Ma il questore rassicura: «Si tratta di ipotesi e le professionalità non si perderanno»

Si alimenta il dibattito sul futuro di alcune specializzazioni della polizia e in particolare della polizia postale, ossia di quegli agenti che vigilano sui reati connessi all’utilizzo della Rete, dalle truffe telematiche ai tentativi di adescamento, dal cyber bullismo alla pedopornografia. Ieri il Sap, Sindacato autonomo di polizia, con un comunicato del segretario provinciale ha svelato i contenuti di una circolare ministeriale che sembra cancellare la polizia postale di Como, ma anche la squadra

nautica, oltre a riorganizzare la sorveglianza della frontiera.
Il questore di Como, Michelangelo Barbato, interviene sulla possibile riorganizzazione delle forze di polizia. «Lasciatemi subito tranquillizzare i cittadini» dice. «Non si tratta di nulla di ufficiale, ma solo di valutazioni a livello ministeriale per migliorare la gestione delle persone sul territorio – aggiunge il questore – Credo che oggi sia indispensabile che tutto il personale sia gestito al meglio, coordinando i servizi anche con carabinieri e guardia di finanza. La dispersione di energie non serve a nessuno, serve solo ai criminali».
Il questore entra poi nello specifico della questione. «Per quanto riguarda Ponte Chiasso il cambio potrebbe essere positivo, visto che avremo più pattuglie dipendenti direttamente dalla Questura da utilizzare sul territorio» spiega Barbato.
Anche il tema della polizia postale non preoccupa il questore.
«Se si concretizza il passaggio a livello regionale le risorse oggi impiegate non saranno sprecate, bensì reintegrate sempre con quella professionalità». I reati informatici potrebbero insomma essere gestiti dalla mobile con le stesse persone che oggi sono alla postale.
«Ma ripeto, si tratta solo di proposte fatte a livello nazionale. Il sindacato fa il suo lavoro e solleva il problema, ma mi pare che su questa questione siano state dette e scritte molte inesattezze. Mi preme quindi tranquillizzare i cittadini».
Pronta la replica del segretario provinciale del Sap, Ernesto Molteni.
«Noi chiediamo che il questore e il prefetto spieghino al Ministero le peculiarità del nostro territorio – dice – Dobbiamo tutelare i nostri colleghi. La polizia postale oggi è in via Bossi in uffici e con sofisticati computer delle Poste, questo facilita l’accesso anche da parte dei cittadini. Fare rientrare il personale nella squadra mobile non sarebbe la stessa cosa, anche per le dotazioni tecnologiche».
«Anche la squadra nautica è fondamentale per Como, anche in vista dell’Expo. Secondo noi la riforma comporterebbe il taglio di venti persone e non possiamo che dare un parere negativo sulla vicenda» conclude.

Paolo Annoni

Nella foto:
La polizia postale e delle comunicazioni, che si occupa di tutti i reati online, potrebbe diventare un corpo regionale

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