Gaddi: «Se fossi il sindaco di Como caccerei l’assessore Cavadini»

altLa polemica sulla grande mostra
A Villa Olmo la rassegna su Sant’Elia ferma a 15mila visitatori

La mostra di Villa Olmo “La città nuova. Oltre Sant’Elia”, prima di un progetto triennale, è il «grande flop» della giunta guidata dal sindaco Mario Lucini. Una rassegna che «senza entrare nel merito delle scelte del curatore, lo storico dell’architettura Marco De Michelis, è solo per addetti ai lavori, promossa male – con una campagna a “impatto zero” sui potenziali visitatori – e in poco tempo ha bruciato il capitale di credibilità accumulato in nove anni».
Parole, di fuoco, di Sergio Gaddi, tutte contro l’assessore

alla Cultura (con deleghe anche a Turismo e Sport) Luigi Cavadini, noto critico d’arte specializzato nel ’900. Che ieri il suo predecessore nella giunta Bruni, artefice delle esposizioni nella storica dimora tra il 2004 e il 2012, ha bersagliato ad alzo zero a suon di cifre e giudizi severissimi.
«Ha avuto in mano una Ferrari, ereditando il sistema delle grandi mostre – e anche l’omaggio al futurista Antonio Sant’Elia in Pinacoteca deliberato dalla giunta di centrodestra – ma l’ha guidato da neopatentato, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti», ha detto Gaddi.
Una pioggia di dati impietosa che fotografa quella che Gaddi considera non solo una sconfitta politica ma una rovina per la stessa Villa Olmo, la città e la sua cultura. Il consigliere comunale di minoranza ha convocato con il suo partito, il Pdl, un incontro con la stampa, a pochi giorni dalla chiusura della mostra “La città nuova. Oltre Sant’Elia”, prevista per il 14 luglio, per confrontarne i dati con i risultati di quelle precedenti.
«Se fossi io il sindaco Lucini, lo caccerei», ha detto Gaddi chiamato dai giornalisti a trarre le conseguenze politiche di tale pioggia di numeri: alle ultime amministrative in cui il centrodestra uscì sconfitto si presentò proprio come candidato alla poltrona di primo cittadino in una lista indipendente, prima di riconfluire nel partito berlusconiano. E se fosse lui Cavadini? «Mi sarei già dimesso», ha detto.
Posizioni personali, va detto: il Pdl ha ribadito che qualsiasi passo in vista di un’eventuale mozione di sfiducia a Cavadini da presentare in consiglio sarà concertato con tutta la minoranza. Ieri il Pdl era rappresentato oltre che da Gaddi da altri due ex assessori della giunta Bruni e cioè Anna Veronelli (Famiglia e istruzione) e Francesco Scopelliti (Turismo e Sport, ora capogruppo Pdl).
Ecco quella che per Gaddi è una Caporetto culturale: «Meno 82% di visitatori rispetto all’anno scorso con La dinastia Brueghel che, in attesa di andare a Parigi e a Roma ora è arrivata a 250mila visitatori, e meno 66% sulle previsioni iniziali dello stesso Cavadini», ha detto basandosi sui dati ufficiali di Como Servizi Urbani, la società che è braccio operativo del Comune.
E ha fotografato anche nello specifico la situazione della biglietteria della mostra “La città nuova. Oltre Sant’Elia” che al 28 giugno era ferma a poco più di 15mila visitatori. Anche ipotizzando che negli ultimi giorni possa arrivare a 16-17mila, registrerebbe comunque una flessione dell’82% rispetto a Brueghel (che nel luglio 2012 ha chiuso a 95mila). Ma Cavadini, secondo Gaddi, ha sbagliato di grosso anche le previsioni, come detto è a quota meno 66%. Infatti puntava a 50mila presenze.
Guardando poi la provenienza dei visitatori quest’anno la stragrande maggioranza è arrivata da Como. Dal 2012 calano del 63% i gruppi in visita. Meno 96% per le audioguide. Lo scorso anno ne erano state vendute quasi 14mila per un totale di oltre 70mila euro. Oggi sono ferme a 544 (poco più di 2mila euro). Questi dati uniti al ridotto numero dei visitatori rispetto alle previsioni iniziali portano Gaddi e i colleghi del Pdl a ipotizzare una perdita consistente (quasi 200mila euro) alla voce ricavi. Il che tradotto in termini di polemica politica significa una metà estate al calor bianco, con i dati definitivi di metà luglio per la mostra di Villa Olmo, e un rientro a settembre dopo le vacanze (la mostra proseguirà per tutta l’estate nella sola dépendance della Pinacoteca) ancor più intenso perché il buco di bilancio approderà in consiglio.
Tra i documenti che ieri Gaddi e il Pdl hanno portato a riprova delle loro affermazioni, anche uno studio sull’indotto finale generato dalle grandi mostre, commissionato allo Iulm un lustro fa.
L’esposizione del 2008 “L’abbraccio di Vienna”, solo per fare un esempio, aveva prodotto quasi 2 milioni di euro in termini di “volano” economico per il territorio lariano.
«Sono dati certificati e incontrovertibili. Eppure l’assessore Luigi Cavadini ha più volte detto che secondo lui l’indotto generato dalle mostre di Villa Olmo non è esistito», hanno rimarcato gli azzurri.
«Siamo addolorati. Ci siamo sempre dichiarati disponibili a dialogare – hanno detto in coro gli ex assessori – e ci auguriamo che dopo un primo anno fallimentare l’assessorato alla Cultura cambi strategia».
«È stato cancellato anche il progetto della “Welcomo”, la card turistica da me lanciata – ha rimarcato Scopelliti riferendosi alla tessera cittadina che garantiva sconti e servizi ai visitatori – che invece avrebbe potuto dare una mano alla mostra».
Cavadini, contattato ieri dal “Corriere di Como” per una replica, ha spiegato di non voler commentare i dati fino alla fine dell’esposizione.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
A sinistra, Sergio Gaddi e Francesco Scopelliti durante la conferenza stampa del Pdl ieri nella Sala Capigruppo di Palazzo Cernezzi. Ai due ex assessori si è aggiunta in un secondo momento Anna Veronelli. A destra, gli stendardi sulla facciata di Villa Olmo che recano i simboli di colore oro su fondo bianco che caratterizzano la campagna promozionale e l’immagine coordinata dell’evento espositivo (fotoservizio Mattia Vacca)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.