Gaddi: «Stop alle paratie mobili»

Verso le elezioni
Acceso confronto online con l’ex calciatore Pietro Vierchowod

«Al di là di tutte le complessità tecniche e giuridiche che comunque andranno affrontate, credo che non si debba più procedere con la costruzione delle paratie mobili».
Il primo dibattito sul Web tra aspiranti sindaci del capoluogo, andato in onda giovedì sera sul sito del nostro quotidiano, corrieredicomo.it, in collaborazione con Etv, è stato decisamente pirotecnico. Grazie anche alla inattesa aggressività mostrata da Pietro Vierchowod e alla scelta di Sergio Gaddi di smarcarsi immediatamente
dalle scelte della giunta in cui ha lavorato per 10 anni.
Incalzati dalle domande di Emanuele Caso e dalle mail degli internauti, l’ex campione del mondo di calcio e l’attuale assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi se le sono date di santa ragione. In un crescendo di botta e risposta culminato con la proposta shock di Gaddi: stop alla costruzione delle paratie mobili sul lungolago.
Gaddi ha giustificato la sua scelta con la necessità di «salvare l’ambiente» e si è detto consapevole delle «difficoltà tecniche e giuridiche» di un cambio in corsa del progetto. Ma è parso chiaro che l’assessore abbia inteso uscire senza troppi danni dalla vicenda più dolorosa (e politicamente spinosa) che ha contrassegnato la seconda parte del mandato del sindaco Stefano Bruni.
Di fatto, Gaddi si è ovviamente esposto alle bordate di Vierchowod, che ha avuto gioco facile a ricordare come non sia semplice, per un assessore, chiamarsi fuori dalle scelte compiute in modo collegiale dalla giunta.
«La mia storia personale non è una storia di fallimenti a differenza di altre – ha detto Gaddi riferendosi in particolare alle mostre organizzate a Villa Olmo – Tuttavia, non mi vedrete mai in modo vigliacco accoltellare le persone con cui ho lavorato, sarebbe facile ma non lo farò. Condivido che la città non abbia fatto lo scatto in avanti che pure meritava, ma la colpa non può essere addossata a me».
«Il problema del mancato rilancio della città è di chi ha amministrato Como in questi anni – ha replicato Vierchowod – Non avete fatto nulla di ciò che era stato promesso».
Primarie e democrazia
Il dibattito online organizzato dal Corriere di Como ha avuto un ampio successo in termini di contatti e di pubblico. L’esperimento dimostra che attorno alla campagna elettorale del capoluogo c’è molta attenzione.
Non a caso l’assessore alla Cultura di Como ha insistito in apertura di dibattito sulle primarie del Pdl, partito in cui milita e che deciderà il proprio candidato sindaco con un voto popolare la prima domenica di marzo. «Le primarie sono uno strumento fondamentale per il cittadino, soprattutto in questo momento di crisi dei partiti. Qualcosa di indispensabile». Cauto, Gaddi, sull’esito della consultazione tra gli elettori del Pdl. «Non sono assolutamente convinto di vincere – ha detto – so per certo che vi parteciperò».
Anche su questo tema, il confronto con l’ex campione del mondo è stato scoppiettante. «Voglio portare la mia esperienza al servizio della città, penso di poter dare un contributo. Staremo a vedere come andrà a finire. Nella mia vita ho affrontato molte volte imprese difficili».
Sul rapporto con i partiti, Vierchowod è stato molto schietto: «Quando hai una struttura organizzata alle tue spalle sei sempre in difficoltà perché non decidi tu la linea. Sarei potuto andare con altri, avrei avuto meno problemi. Sarebbe stato più semplice chiedere di entrare in una lista, ma io volevo partire dal basso, toccare con mano le questioni, parlare con la gente ben sapendo che c’è un autentico bisogno di cambiamento e questo cambiamento possiamo garantirlo soltanto noi».
Poi una battuta, fulminante, sul ruolo in campo in cui avrebbe visto meglio il suo interlocutore. «Gaddi? Io lo metterei in panchina», ha sentenziato l’ex calciatore.
La replica dell’assessore è stata di autentico fair play: «Sono contento che Vierchowod partecipi alle elezioni ma non condivido la sua “solitudine”. La politica è risoluzione dei problemi che non possono essere affrontati individualmente».

Dario Campione

Nella foto:
Il “muro” di palancole di ferro che fino a pochi mesi fa stazionava sul lungolago di Como. Sulle paratie è di nuovo scontro politico

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