I personaggi del Corriere

Galateo intramontabile, ecco cosa resta

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Giornata della Gentilezza. «Anche nelle nuove generazioni cresce l’interesse verso le buone maniere»
Madame Eleonora: «Galanteria negli uomini, grazia nelle donne»

Vive nel Comasco, anche se gli impegni della sua professione la portano spesso altrove. Madame Eleonora, al secolo Eleonora Miucci, dedica gran parte delle sue energie al Galateo, un’arte un po’ in disuso. Questa signora graziosa conosce però la materia alla perfezione e rema controcorrente. Qualcosa resterà. Tanto più che nel suo ruolo di moderna “sacerdotessa” del bon ton dispensa le regole dell’etichetta con

un’intensa attività pubblicistica condotta su riviste italiane e straniere. Di recente ha dato alle stampe il libro “Invitare con stile” (Malvarosa Edizioni, euro 18) dedicato alla cura che va riservata a un ospite.
In rete, il suo blog ilgalateodimadameeleonora.com/ è frequentatissimo. Chi vuole apprendere o perfezionare l’arte del ricevere non può prescinderne.
L’alchimia del suo segreto è un mix di buona educazione, buon gusto e savoir-faire. Il tutto condito da un sorriso che conquista. È la persona giusta per ragionare dell’argomento alla vigilia della Giornata Mondiale della Gentilezza che l’Onu celebra domani.
Come è nata in lei la passione per il Galateo? È stata lo sbocco naturale della sua educazione o si è sviluppata nel tempo?
«Le buone maniere convivono in me da sempre, sin da piccola sono stata educata a un comportamento decoroso e rispettoso; negli anni la passione per il Galateo è cresciuta sempre più, fino a diventare parte integrante della mia vita quotidiana e del mio lavoro».
Come si impara ciò che è essenziale del Galateo, esclusa la frequenza di appositi corsi?
«Un utile alleato è senz’altro la lettura di manuali a tema che favoriscono la conoscenza dei dettami dell’Etiquette».
In base alla sua esperienza e al suo spirito di osservazione, quali persone oggi sono più attente alle regole del bon ton?
«Sicuramente il genere femminile, amante del bon ton e dell’arte del ricevere, ma non solo, anche nelle nuove generazioni sta crescendo un interesse sempre maggiore verso il Galateo e le buone maniere. L’attenzione nasce perché c’è un bisogno profondo di ritrovare i valori tradizionali, punti di riferimento e sicurezze che purtroppo i tempi in cui viviamo non offrono».
C’è un atteggiamento di fondo che caratterizza il Galateo maschile e un altro specifico per quello femminile?
«Certamente, sono due categorie completamente differenti nonostante alla base i valori siano i medesimi. Il Galateo maschile è caratterizzato da un atteggiamento galante che si basa principalmente su comportamenti garbati, eticamente corretti, cortesi, rispettosi e disponibili verso gli altri; quello femminile si contraddistingue nel comportamento graziato, nei modi eleganti, più delle volte materni, oltre che nelle regole dello stile personale».
I più pensano che parlare oggi di Galateo sia fare riferimento a qualcosa di arcaico.
«Si sbagliano. Molte delle vecchie norme di Galateo sono ancora valide nel millennio in cui viviamo. Ad esempio, il senso della convivialità, del ricevere, della buona educazione e del comportamento a tavola non sono cambiati: sicuramente col tempo sono scomparsi l’eccessivo formalismo ottocentesco, i finti orpelli, le frasi fatte e i gesti rigidi. Molte delle regole d’antan si sono modificate e adattate alle nuove esigenze e ai continui cambiamenti della società, modernizzate e attualizzate ai tempi e ai luoghi in cui viviamo. Sarebbe anacronistico volerle riportare a nuova vita: il costume contemporaneo richiede un nuovo equilibrio fatto di tatto, sostanza e savoir-faire».
Può indicare brevemente tre comportamenti che fotografano la buona qualità sociale di una persona, indipendentemente dalle sue possibilità economiche?
«In primis, il rispetto per se stessi e per gli altri, il buon senso e la diplomazia. Sono le tre regole d’oro per vivere serenamente in società e adattarsi alle circostanze della vita».
Può dire quali atteggiamenti sono invece massimamente disdicevoli rispetto alle regole della buona creanza?
«L’arroganza, la meschinità e l’atteggiamento irrispettoso».
Il Galateo ha più ambiti: la conversazione, lo stare a tavola, gli inviti, il comportamento nei luoghi pubblici e altro ancora. Qual è il più importante?
«Ritengo che il più importante sia il riguardo, la gentilezza, la cura, l’attenzione del prossimo e delle regole, poi vengono tutti gli altri dettami di buona educazione».
Lei tiene rubriche di Galateo su riviste italiane e straniere. Quali sono i temi che suscitano più interesse nel pubblico dei lettori?
«I temi sono principalmente due: l’arte del ricevere e lo stile personale (portamento e dress code)».
Com’è nata l’idea del suo libro, “Invitare con stile”?
«La scelta di scrivere un libro di bon ton interamente dedicato all’arte del ricevere è nata dalle tante richieste in materia da parte delle mie lettrici e dopo alcune proposte di vari editori».
Lei vive in provincia di Como. Come trova che siano questa terra e la sua gente: c’è classe o no?
«È una terra meravigliosa, come però lo sono tante altre, in un Paese ricco di storia e di cultura che, a mio avviso, necessiterebbe di maggiore cura e valorizzazione. Per quanto concerne la gente, non parlerei di classe, non amo molto questo termine, preferisco considerare le persone in base alla loro bontà d’animo e per fortuna ce ne sono molte».

Marco Guggiari

Nella foto:
Un’immagine di Madame Eleonora, esperta di Galateo (Photo ©Laura Miucci Ph)
12 Novembre 2013

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