Gallera e la questione vaccini: «Pediatri, occasione persa»

Sulla destra, l’assessore regionale Gallera

«I pediatri hanno perso un’occasione per essere più attivi e protagonisti. Questo mi rammarica, spero che si tratti solo di una situazione temporanea e che le disponibilità a somministrare i vaccini antimeningite negli ambulatori possa aumentare». L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera non nasconde il disappunto per la scarsa adesione dei pediatri comaschi all’accordo che prevede la possibilità di vaccinare i bambini contro la meningite direttamente dal medico di libera scelta. Sul Lario l’adesione è stata del 6% circa. Sull’intera Ats Insubria, che comprende anche Varese, i camici bianchi che hanno dato la disponibilità sono solo otto e di questi 4 sono comaschi.

«L’allargamento ai pediatri nasce da una richiesta della Fimp, la Federazione dei medici pediatri – spiega Gallera – Si sono proposti e ho accettato ben volentieri la disponibilità. Abbiamo avuto numerosi incontri nei quali abbiamo approfondito gli aspetti tecnici e cercato di semplificarli al massimo». La segretaria provinciale della Fimp di Como, Elisabetta Profumo, ha parlato di problemi organizzativi e tecnici alla base della scarsa adesione. «Per conservare i vaccini è sufficiente un frigorifero con un termometro che controlli la temperatura – risponde però l’assessore – La Regione fornisce il sistema informatico per la stampa del certificato vaccinale. Per il reperimento dei farmaci il percorso è lo stesso già utilizzato per l’antinfluenzale. La copertura assicurativa è prevista dalla convenzione. Più di questo non so cosa possano chiedere». L’adesione registrata a Como è una delle più basse della Lombardia. «Questo progetto era anche un modo per testare la capacità  di questa categoria di essere protagonista – continua Giulio Gallera – Lo consideriamo un test anche per eventuali futuri progetti ad esempio sui vaccini obbligatori. Siamo all’inizio, auspico che l’adesione possa crescere ma oggi il dato è notevolmente sotto le attese. Andremo a potenziare il servizio dei nostri ambulatori, ma non nascondo il rammarico per un’occa – sione perduta per una categoria di essere più attiva». «Sono dispiaciuto – conclude Giulio Gallera – I medici a volte si lamentano di essere poco protagonisti, hanno avuto l’occasione di far vedere che possono fare di più ma al momento non l’hanno colta».

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