“Gallery Sweet Gallery”, apre la biennale di arte ambientale

Una delle opere site specific realizzate a Mariano Comense per la biennale d'arte ambientale

Verrà inaugurata domani 5 giugno, alle 17, a Mariano Comense, la quarta edizione di “Gallery Sweet Gallery Outdoor”, biennale di arte contemporanea che si svolge in un ambiente aperto. Un ambiente che non è mero “fondale” di opere – sculture e installazioni realizzate con materiali tratti dalla natura – bensì contesto che partecipa, in vari gradi, della creazione artistica.
Il luogo che fa da scenario vivo di “Gallery Sweet Gallery Outdoor” è un terreno agricolo che si trova nel Comune di Mariano Comense. Esteso circa 6.600 metri quadrati, accoglie in sé un antico roccolo di carpini, filari di alberi da frutto, un orto, pini argentati e cedri. Percorrendo un sentiero sterrato, ai margini di un vivaio, si accede a un altro terreno erboso lambito su un fianco da un viale di betulle. In questo contesto le opere d’arte coinvolgono l’osservatore con immediatezza.
Su invito, un artista è chiamato a esporre un’opera di arte sostenibile, con un intervento site specific. In parallelo, tramite un concorso sono stati selezionati lavori originali in cui sono presenti, nell’ideazione o nella realizzazione, elementi naturali organici o inorganici. L’artista invitata in questa edizione è Emanuela Ascari, che analizza la relazione tra uomo e ambiente, iniziando dalla terra, nel suo significato di suolo e come spazio di manifestazione di comportamenti culturali, economici, politici e sociali, oltre che di spazio come creazione e memoria del luogo. Ha esposto in Italia e all’estero e ha ricevuto riconoscimenti attraverso premi e pubblicazioni.
Il progetto espositivo di “Gallery Sweet Gallery Outdoor”, curato da Elena Isella, si inserisce nell’ambito delle tendenze artistiche contemporanee dell’Arte nella Natura, dell’Arte ecologica o Arte eco e della Bio arte ambientale.
«Siamo curiosi di scoprire il lavoro di Emanuela Ascari – racconta Elena Isella – che a livello progettuale sta evolvendo, partendo da uno spunto archeologico» .
«Partita dal territorio negli anni la rassegna si è divulgata – continua Isella – e quest’anno abbiamo avuto tanti partecipanti dalla Lombardia e non soltanto».
«Dalla prima edizione ci siamo resi conto che la formula con cui è stata organizzata la rassegna funzionava – conclude la curatrice – la sorpresa è stata cogliere nel tempo una sempre più ampia partecipazione del pubblico, anche non intenditore di arte contemporanea, che aveva voglia di tornare. Anche le scuole hanno dato un contributo importante allestendo i propri progetti, con i licei artistici e la Fondazione Minoprio, l’approccio è stato di studio e approfondimento».
La biennale vede tra gli organizzatori, Città di Mariano Comense e Associazione Amici dei Musei della Città di Cantù; gode del patrocinio di Regione Lombardia, Fondazione Minoprio e Parco delle Groane, con il contributo di Fondazione Cariplo.
Le opere selezionate da un’apposita giuria ed esposte sono originali e varie, sia per l’esito formale sia per la scelta dei messaggi e dei contenuti che vogliono trasmettere. I visitatori troveranno sollecitazioni e spunti di riflessione diversi, a seconda della propria sensibilità.

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