Galli: «Niente sconti, i costi dello stadio erano chiari»
Cronaca, Sport

Galli: «Niente sconti, i costi dello stadio erano chiari»

L’idillio è durato poche settimane. Giusto il tempo di toccare con mano i problemi più seri e di farsi i conti in tasca. Dalla presentazione della nuova compagine societaria nella sede della Canottieri Lario, con l’assessore allo Sport schierato sorridente al tavolo dei relatori, sembra passato un secolo.
Oggi prevalgono toni risentiti e velate minacce. Ultimatum e penultimatum. In puro stile nazionale.
Il giorno dopo le roventi dichiarazioni sui costi dello stadio rilasciate in un’intervista a Etv da Roberto Felleca, amministratore delegato e comproprietario del Como, arriva la replica di Marco Galli, lo stesso che aveva augurato al Como una lunga fila di successi e auspicato una piena collaborazione con l’amministrazione locale proprio sui temi più scottanti.
«Mi dispiace che si sia arrivati a questa situazione – ha dichiarato ieri Galli – il rapporto con i nuovi proprietari del Como era partito in modo sereno. C’è stato dialogo e attenzione da parte del Comune per evitare passi falsi. Per questo mi dispiace leggere certe accuse».
Il riferimento di Galli è ai contenuti del “bando” predisposto da Palazzo Cernezzi per l’assegnazione del titolo sportivo. «Abbiamo spiegato in modo chiaro a tutti coloro i quali fossero interessati i criteri di scelta – spiega l’assessore – le regole di ingaggio erano precise. Siamo aperti a ogni possibile discussione, ma non possiamo rivedere le posizioni contrattuali, come ad esempio le cifre contenute nel bando sui costi dello stadio. La nuova società era perfettamente a conoscenza di ogni condizione. Le riflessioni andavano fatte prima e non ora».
Affermare adesso che i costi di affitto e di manutenzione del Sinigaglia siano eccessivi o addirittura insostenibili significa, secondo l’assessore Galli, «aver sbagliato analisi o aver fatto un piano economico non adeguato. I costi del gasolio non sono una novità. Lo stadio lo hanno visto, sapevano in quali condizioni versa. Non si può chiedere uno sconto all’amministrazione pubblica. Ragionamenti per il futuro se ne possono fare; non si può invece rivedere un contratto chiaro e preciso stipulato con il Patrimonio».
Sui tempi di riapertura del Sinigaglia, Galli ha fornito tempistiche precise: «Il cantiere dovrebbe chiudersi a ridosso del 24 settembre (data della terza partita casalinga, ndr). Lo stato di avanzamento dei lavori è buono».
Insomma, taglia corto l’assessore allo Sport della giunta di Como, «Se vorrà, la società il 24 settembre potrà giocare in casa. Ovviamente, scelte diverse sono sempre possibili. Personalmente mi dispiacerebbe molto se il Como decidesse di disputare il campionato a Seregno. L’ho anche detto a Felleca: privare la città di questo spettacolo sarebbe un errore. Restiamo aperti al confronto e al dialogo. Ma scendere a compromessi non facilita la crescita della stessa società».

1 settembre 2017

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