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Garage pieno di marijuana, convalidati gli arresti

L’altro filone dell’inchiesta(a.cam.) Uno ha provato a scagionare l’altro, che invece è rimasto in silenzio. Al termine dell’interrogatorio, il giudice ha convalidato l’arresto per entrambi gli albanesi di 19 e 25 anni in carcere al Bassone da mercoledì scorso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.I due giovani, da tempo residenti a Como, sono stati sorpresi con 115 chilogrammi di marijuana che avevano nascosto in un garage di via Badone, nel capoluogo, tra Rebbio e Camerlata./>Ieri mattina, il giudice delle indagini preliminari Luciano Storaci è andato al Bassone per l’interrogatorio di convalida.Gli albanesi, assistiti dai legali Ilvo Tolu e Daniela Danieli, in base a quanto è stato possibile ricostruire hanno risposto solo in parte alle domande del gip.In pratica, solo il 25enne avrebbe parlato, cercando di scagionare il giovane connazionale e ripetendo che il 19enne non aveva nulla a che fare con la droga trovata in garage.Una versione che, evidentemente, non ha convinto il giudice, che al termine dell’interrogatorio ha convalidato la custodia cautelare in carcere per entrambi gli albanesi. I due rimarranno al Bassone e al momento non risultano altre richieste dei legali difensori per provvedimenti alternativi al carcere.I ragazzi sono stati sorpresi in flagranza di reato dalle forze dell’ordine. L’operazione è stata portata a termine mercoledì scorso in modo congiunto dalla guardia di finanza di Milano e dagli agenti della Questura di Como.Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine in via Badone, a Cmerlata, il 19enne e il 25enne erano nell’edificio nel quale era conservata la marijuana. Complessivamente, è stato sequestrato oltre un quintale di droga, già divisa in dosi. Secondo le prime informazioni, la vendita sul mercato avrebbe fruttato circa 700mila euro.I giovani albanesi vivono in Italia da almeno un decennio e sono ben inseriti nel contesto sociale. Al momento, non è ancora stato definito se si occupassero personalmente di vendere la droga o se si trattasse solo di “magazzinieri” per conto di altre persone. L’inchiesta prosegue sia per fare luce sul ruolo dei due sia per chiarire i dettagli dell’organizzazione dedita allo spaccio e risalire ai fornitori del grosso quantitativo di stupefacenti, destinato quasi certamente solo al mercato comasco.Nella foto:Restano in carcere i due giovani che conservavano in garage 115 chili di marijuana

/>Ieri mattina, il giudice delle indagini preliminari Luciano Storaci è andato al Bassone per l’interrogatorio di convalida.Gli albanesi, assistiti dai legali Ilvo Tolu e Daniela Danieli, in base a quanto è stato possibile ricostruire hanno risposto solo in parte alle domande del gip.In pratica, solo il 25enne avrebbe parlato, cercando di scagionare il giovane connazionale e ripetendo che il 19enne non aveva nulla a che fare con la droga trovata in garage.Una versione che, evidentemente, non ha convinto il giudice, che al termine dell’interrogatorio ha convalidato la custodia cautelare in carcere per entrambi gli albanesi. I due rimarranno al Bassone e al momento non risultano altre richieste dei legali difensori per provvedimenti alternativi al carcere.I ragazzi sono stati sorpresi in flagranza di reato dalle forze dell’ordine. L’operazione è stata portata a termine mercoledì scorso in modo congiunto dalla guardia di finanza di Milano e dagli agenti della Questura di Como.Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine in via Badone, a Cmerlata, il 19enne e il 25enne erano nell’edificio nel quale era conservata la marijuana. Complessivamente, è stato sequestrato oltre un quintale di droga, già divisa in dosi. Secondo le prime informazioni, la vendita sul mercato avrebbe fruttato circa 700mila euro.I giovani albanesi vivono in Italia da almeno un decennio e sono ben inseriti nel contesto sociale. Al momento, non è ancora stato definito se si occupassero personalmente di vendere la droga o se si trattasse solo di “magazzinieri” per conto di altre persone. L’inchiesta prosegue sia per fare luce sul ruolo dei due sia per chiarire i dettagli dell’organizzazione dedita allo spaccio e risalire ai fornitori del grosso quantitativo di stupefacenti, destinato quasi certamente solo al mercato comasco.

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