Garboli rende omaggio al comasco Ferrero
Cultura e spettacoli

Garboli rende omaggio al comasco Ferrero

La copertina del libro di Cesare Garboli La copertina del libro di Cesare Garboli

 

 

Nella raccolta postuma edita da Adelphi La gioia della partita il grande critico Cesare Garboli  rende omaggio al comasco sergio Ferrero. “Fin dall’apparire del suo primo romanzo  si poteva intuire – scrive Garboli –  che Ferrero aveva qualcosa d’inquietante da dirci. Ferrero è scrittore di maniera soave e terribile, d’insolito e quieto sadismo. (…) E se non è difficile imbattersi in scrittori che ci dimostrino dolcemente come sotto la bontà si nasconda sempre un inferno, è raro almeno che uno scrittore osservi tale civiltà di modi, tale diabolica e affabile confidenza, tale solitudine disperata nel suggerirlo”.

Il volume  a cura di Laura Desideri e Domenico Scarpa ospita  45 scritti fondamentali per inquadrare la figura forse irripetibile di questo critico appassionato e profondo che fu Garboli. E la sua lunga fedeltà allo scrittore comasco. Garboli come ci rende edotti la nota in fondo al volume è capace di una prosa tanto elegante quanto precisa come un bisturi. Il testo su Ferrero è quello che fa da risvolto al suo libro Il giuoco sul ponte edito nella collezione  scrittori italiani e stranieri di Mondadori nel 1971. Garboli segue Ferrero fin dal romanzo d’esordio, Gloria,  del 1966, dando parere positivo  per la pubblicazione e stendendone il risvolto.

Nel 1995 Il giuoco avrà una nuova edizione presso Rizzoli con nuovo risvolto di Garboli .  Per oltre mezzo secolo, la scrittura di Cesare Garboli ha suscitato gioia ed energia – non solo intellettuale – nei suoi lettori.

Che parli di cinema o di letteratura, che affronti la pittura o il teatro, ogni suo incontro (con Francis Bacon o Mario Soldati, con Chaplin o Goya, con Gianni Brera o Walter Benjamin, o magari con l’ufficiale delle SS Herbert Kappler) produce l’impatto memorabile di una rivelazione. Ma il dono del supremo esecutore di testi, «portato a vedere le cose piuttosto come un problema da risolvere che come un tema da svolgere», l’ammaliante intelligenza comunicativa coabitarono in Garboli con una cruda severità verso i propri scritti: pochi e come a contraggenio ne raccolse, centinaia ne lasciò dispersi. Il giovane filologo che nel 1954, non ancora laureato, curava un’edizione di tutto Dante in versi, e al quale dobbiamo la promozione di Pascoli e Molière a nostri contemporanei, ci ha lasciato un’opera poliedrica e multiforme di cui questo volume è corposa testimonianza.

 

4 gennaio 2018

Info Autore

Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto