Cultura e spettacoli

Garello, pagine d’amore e di guerra nello studio dell’avvocato

alt Tra storia e memoria
Storia e memoria si intrecciano in una cornice inusuale per la presentazione di un libro: un noto studio di avvocati nel centro di Como. Stiamo parlando di lettere d’amore scritte negli anni della guerra, frutto di una ricerca d’archivio che è diventata un libro originale sulle crudeltà della seconda guerra mondiale. Sono confluite nel libro 9.9.1943. Mia adorata Anna, gli avvenimenti precipitano?, che raccoglie le storie finora sconosciute di Enrico, Guido, Renato e Fernando (detto Elvio) Garello.

Pagine che tornano alla luce del sole grazie alla casa editrice “Pari o dispari” da poco costituitasi ad Alba. A dare ossigeno a queste oscure vicende è stato Marco Garello, figlio di Guido, il quarto soldato di casa Garello chiamato alle armi negli anni della seconda guerra mondiale. Marco ha ritrovato le lettere che il padre scriveva, alla futura moglie Anna, dalla Francia dove era rimasto bloccato il giorno dell’armistizio. Il libro, che già nel titolo rivela la drammaticità di quei momenti, ha il merito di evidenziare il diverso destino di tanti piccoli eroici soldati che hanno fatto il proprio dovere e che si sono immolati per astruse e incomprensibili ragioni di politica e di potere.
Il volume, finalista alla sedicesima edizione del Premio “Rèis ëncreuse, libro che cammina”, sarà domani protagonista a Como. Del libro e delle lettere d’amore negli anni della seconda guerra mondiale si parlerà infatti alle 18 nello Studio Albé e Associati in via Vitani 13 a Como. Contestualmente alla presentazione dell’opera, verranno esposte foto e diffuse musiche dell’epoca. Informazioni al numero di telefono 031.27.59.143.
«Il libro raccoglie una serie di lettere scritte da mio padre (che era rimasto bloccato a Tolone, in Francia) a mia madre durante la seconda guerra mondiale, subito dopo l’armistizio – dice Garello – Queste lettere non sono mai state spedite in quanto la posta non funzionava (e vi era comunque la censura che consentiva di scrivere solo cartoline postali con massimo 25 parole) e sono state raccolte appunto in un diario. L’ho rinvenuto per caso, in un mobile, alla scomparsa di mia madre, e l’ho trovato molto interessante soprattutto sotto il profilo della quotidianità di due giovani dell’epoca e quindi non solo sotto l’aspetto del conflitto».
«In seguito al ritrovamento – prosegue l’autore – ho fatto altre ricerche e ho anche trovato alcune lettere di un mio zio dal campo di concentramento di Thuine Lingen, in Germania, scritte ai genitori nello stesso periodo e poco prima di morire, appunto in tale campo».
Pagine di vita vissuta che inquadrano in modo toccante momenti drammatici della nostra storia.

Nella foto:
La copertina del volume 9.9.1943. Mia adorata Anna, gli avvenimenti precipitano…
21 maggio 2014

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