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Gemellaggio con Boston per salvare la pavimentazione antica

(l.m.) Artista al lavoro. Si prega di disturbare. Partecipare. Porre domande. E magari prendere un gessetto e colorare una città che sembra piuttosto grigia e “bacchettona”. Stiamo parlando della performance di Enrico Cazzaniga che oggi, nell’ambito della mostra in più sedi “Boston-Como” – , scambio culturale tra le due città che coinvolge 34 artisti, metà americani e metà italiani – alle 18.30 animerà il centro di Como con “Take a-way” in via Diaz, all’altezza del numero civico

30, dove sarà presente la curatrice Carolina Lio.Cosa farà Cazzaniga? Gesti “poveri” in apparenza, ma “ricchi” di senso: un pezzo di asfalto di Boston sarà “incastonato” grazie a un’apposita griglia commemorativa in metallo in un pezzo di asfalto di Como, appunto in via Diaz, in uno dei tanti “rappezzamenti” del porfido nel centro.Non vive nella classica torre d’avorio degli artisti che badano solo all’ombelico, il marianese Cazzaniga. Anzi, sempre più è dedito a lavori collettivi, spesso con bambini e ragazzi che animano le sue performance e i suoi laboratori.Oggi difatti coinvolgerà con Simona Briguglio, psicomotricista, materne ed elementari di Como in un laboratorio itinerante e aperto a tutti gratuitamente (venite quindi muniti di gessetti) dal titolo “Cacciallasfalto” che si svolgerà in tutto il centro con partenza alle 9.30 da piazza Cavour. Così Cazzaniga, nel gemellaggio con Boston, fa aprire gli occhi sui problemi del decoro urbano e sulla pavimentazione delle strade del centro città. In via Diaz e non solo purtroppo l’effetto palinsesto cancella la memoria: la pavimentazione originale, se rovinata, viene rimosse lasciando vuoti che vengono compensati da maldestri rappezzi d’asfalto. A danno dei sanpietrini e dei lastroni medievali. Pezzi di identità di Como cancellati, come in un dipinto di Emilio Isgrò, ma senza che la cancellatura dia con lo strumento retorico del paradosso più senso all’originale come avviene nei lavori di quel grande. Cazzaniga ripeterà l’operazione nel 2014 nella tappa bostoniana della collettiva, incastonando nella città Usa un pezzo asfaltato della pavimentazione di Como.«La mostra ha una caratura internazionale, ma la performance è molto “local”. Ci auguriamo – dice Carolina Lio – che sia apprezzata e compresa soprattutto dai comaschi».

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