Genocidio degli armeni, un giorno da non dimenticare

Arama Manoukian nel cortometraggio "Io sono armeno" con i volti di 40 armeni italiani

L’imprenditore e presidente di Confindustria Como Aram Manoukian tra i testimonial di un cortometraggio

Oggi, 24 aprile 1915, è una data che per gli armeni ha un terribile significato. È il giorno che segna l’inizio del genocidio armeno: un milione e mezzo di vittime. Quaranta armeni italiani – tra i quali l’attore e conduttore Paolo Kessisoglu, il calciatore Henrikh Mkhitaryan, la scrittrice Antonia Arslan e l’imprenditore e presidente di Confindustria Como Aram Manoukian – hanno prestato la voce e il volto al cortometraggio “Io sono armeno”, una testimonianza dei discendenti dei superstiti che scelsero l’Italia come rifugio.

Un comunicato firmato da tutte le organizzazioni e associazioni armene presenti in Italia e diffuso anche da Agop Manoukian, portavoce comasco degli armeni in Italia, ha inoltre voluto ricordare il genocidio di 106 anni fa e ribadire l’esemplare modello d’integrazione che gli armeni d’Italia hanno saputo esprimere per secoli, invitando media e istituzioni a prevenire nuovi odi e tentativi di nuovi genocidi. «L’Italia, dove siamo responsabili cittadini – si legge nel comunicato – è il Paese che ci ha accolti anche dopo il Genocidio e al cui sviluppo e progresso abbiamo portato il nostro incessante contributo. Chiediamo alle Istituzioni della Repubblica, memori degli straordinari intrecci culturali e identitari fra i nostri due popoli, di salvaguardare e valorizzare le millenarie tracce della presenza armena in Italia». Nel documento si denuncia l’aggressione militare turco-azero-jihadista contro la Repubblica di Artsakh (Nagorno Karabakh) del settembre 2020, e la «deriva espansionistica di Erdogan e Aliyev che costituiscono per l’Armenia e la Diaspora, una minaccia seria». Un appello infine «a non confondere la politica estera con gli affari che diventano alibi per il silenzio sulle violazioni dei diritti umani e sulle verità storiche».

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