Il geologo Mario Tozzi: «Terremoti, il Comasco non è considerato a rischio»
Cronaca, Territorio

Il geologo Mario Tozzi: «Terremoti, il Comasco non è considerato a rischio»

La cartina del terremoto di lunedì in Svizzera

Il sisma è stato in Svizzera, ma la scossa di terremoto è stata sentita anche in molte zone del Comasco e del Nord Lombardia, oltre che in Austria, Liechtenstein e Germania. La terra ha tremato alle 21.13 di lunedì.
L’epicentro del movimento tellurico (magnitudo 4,4 della scala Richter) è stato localizzato al confine tra il Canton Svitto e il Canton Glarona. Molte le persone che hanno avvertito la scossa dal territorio lariano (Como e Lecco), dal Milanese, dalla Valtellina, dal Bergamasco e dal Varesotto. Non sono finora stati registrati danni a cose o persone.
Ma cosa è accaduto? Il Comasco può essere considerato a rischio? A questi e ad altri interrogativi risponde il saggista e geologo Mario Tozzi, protagonista di molte trasmissioni televisive.
«Sono fenomeni che possono capitare nella zona alpina – spiega – anche se non in forma fortissima».
«Le Alpi sono montagne più vecchie rispetto, ad esempio, agli Appennini, che invece sono più giovani geologicamente e in assestamento – aggiunge – con i problemi che ne conseguono e che purtroppo stanno vivendo le popolazioni dell’Italia centrale in questo periodo».
Ciò non toglie che anche nel Nord Italia e nella vicina Confederazione vi siano zone alpine che per la loro conformazione possono essere oggetto di terremoti. «Il Friuli, ad esempio – spiega ancora Mario Tozzi – e poi la Liguria occidentale o la stessa Svizzera. Al di fuori dell’arco alpino, oltre ai territori appenninici, vengono monitorate con attenzione il Ferrarese, alcune parti del Veneto e dell’Emilia Romagna».
E il Comasco? «La premessa è che nessun territorio può sentirsi immune – afferma il geologo – Ma allo stesso tempo posso affermare che il Lario, sebbene si possa registrare qualche scossa, non è da considerare una terra a fortissimo rischio sismico, dove potrebbero arrivare terremoti devastanti. L’attività è più sporadica e meno intensa rispetto ad altre zone del nostro Paese».
Tornando al discorso delle Alpi, legato al terremoto dell’altra sera, Mario Tozzi risottolinea: «Queste montagne sono la cicatrice dello scontro fra le placche continentali di Europa e Africa, ma ormai sono assestate, anche se non completamente; ed è per questo che si registrano questi sismi meno importanti, anche se sappiamo che esistono faglie a Ivrea o nella zona di Verbania. Negli Urali, ad esempio, dove l’assestamento è completato, non vi sono più terremoti».
«Diverso il discorso per gli Appennini, come ho spiegato – sostiene Tozzi – o per catene ancora più giovani come le Ande o l’Himalaya, dove è in corso l’evoluzione geologica che anche in tempi recenti ha innescato forti movimenti».
Alla scossa dell’altra sera in Svizzera (4,4 della scala Richter, ne è seguita un’altra poco prima della mezzanotte di grado 2,5).
Poi, nella giornata di ieri, terremoti di lieve entità sono stati registrati in centro Italia e al Sud.
Massimo Moscardi

8 Marzo 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto