Gerosa disse: «Mai più Global Service». Ma il nuovo appalto è (quasi) identico

altLa cura del verde pubblico
Le contestazioni alla gestione dell’era Bruni furono molte, però la differenza è poca

«Mai più Global Service per la gestione del verde pubblico». Esattamente un anno fa, l’assessore al Verde di Palazzo Cernezzi, Daniela Gerosa, poneva fine con queste parole all’esperienza che aveva contraddistinto i 10 anni della giunta Bruni. Ovvero, l’affidamento ai privati, tramite un unico maxi-appalto, dell’intera gestione di parchi, giardini, fiori, piante e aiuole.
Una scelta che, sin dagli albori, nel 2002, suscitò polemiche e proteste, ma che comunque venne riconfermata dal

centrodestra fino alla sconfitta elettorale di un anno e mezzo fa.
Come accennato, già poche settimane dopo il suo insediamento a Palazzo Cernezzi, la Gerosa affermò subito che quel sistema sarebbe stato abbandonato a favore di una serie di singoli appalti mirati per ogni zona (ed esigenza) della città.
Ma come è andata a finire, davvero?
A spulciare le carte relative alla recente assegnazione dell’appalto per la manutenzione del verde nel bienni 2013-2015, in realtà, l’esito è abbastanza sorprendente. E, soprattutto – persino sotto il profilo economico – la differenza con il passato per quanto riguarda modalità e campi d’azione e non sembra affatto enorme come dichiarato.
Tenendo sempre presente che con il Global Service la giunta Bruni affidava praticamente ogni intervento possibile sul verde pubblico all’azienda (o al gruppo di aziende) vincitrici, l’appalto appena aggiudicato dal Comune di Como appare veramente molto simile.
Basti pensare che, per i prossimi 2 anni, il tandem di imprese monzese-varesotta che si è aggiudicato l’appalto dovrà fornire qualcosa come 11 servizi diversi. Praticamente gli stessi (a parte la cura delle alberature, stralciata) che erano compresi nell’appalto del Global. Tra questi, figurano innanzitutto il pronto intervento e il monitoraggio delle aree verdi. Poi, uno dietro l’altro, nei documenti ufficiali vengono indicati: diserbi delle pavimentazioni, pulitura di pozzetti, mantenimento di prati e aree verdi, la realizzazione di aiuole fiorite e fioriere, il contenimento delle siepi e dei cespugli, la gestione degli impianti di irrigazione (o l’irrigazione con autobotti) e persino il monitoraggio e la manutenzione ordinaria degli arredi ludici (giochi per bimbi negli spazi attrezzati).
In tema di superfici, i metri quadrati di verde a cui dovrà far fronte l’azienda che si è appena giudicata l’appalto sono 800mila. Ma sui documenti attuali si legge addirittura questa nota: «Nel successivo appalto (il riferimento è al quinquennio 2007-2012, ndr), sempre in regime di Global Service, il censimento (delle aree verdi, ndr) è stato informatizzato con un discreto grado di attendibilità, ed è ora possibile indicare che la superficie totale delle aree verdi oggetto del presente appalto ammonta a metri quadri 800mila». Anche qui, dunque, la differenza tra le aree interessate fino al 2012 e quelle interessate oggi non emerge.
In ultimo, il dato economico. L’affidamento della gestione del verde (filari di alberi esclusi) al nuovo soggetto è andato a un’offerta di 570mila euro più Iva. Il Global Service venne appaltato per circa 2 milioni di euro, ma su un periodo ben più ampio: 5 anni. E si può anche considerare che nell’ultima gara non rientrano le zone verdi annesse a pubblici edifici, ma quel singolo stralcio vale circa 160mila euro.
Quindi, a conti fatti, anche la convenienza della nuova strada intrapresa dal Comune resta tutta da valutare.

E.C.

Nella foto:
A sinistra, un’immagine purtroppo consueta della situazione del verde ai giardini a lago: una distesa brulla con qualche ciuffo d’erba spelacchiato disseminato qua e là. A destra, in una foto di pochi giorni fa, l’incredibile situazione di Villa Olmo: davanti alle panchine affacciate sul lago, arbusti selvaggi

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