Gerosa sbarazzina tra lezioni di bitume, canzoni in dialetto e bossa nova

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Curiosa newsletter dell’assessore del capoluogo

(e.c.) Una dottissima lezione sul bitume. Poi una divertente divagazione umoristica, con tanto di citazione del cantautore Walter Valdi, cantore della tradizione lombarda in dialetto meneghino, scomparso nel 2003.
È una Daniela Gerosa alternativa quella che emerge dalla sua ultima newsletter, tutta incentrata sul tema delle buche nelle strade del capoluogo. La prima parte dello scritto, infatti, farebbe impallidire persino il più incallito ingegnere stradale, poiché l’assessore sciorina

una lunga serie di dettagli specifici sulle diverse grane dell’asfalto. Il tutto, peraltro, condito da un’ammissione non propriamente sconvolgente ma comunque significativa: «Le buche stradali chiuse d’inverno, a volte si riaprono dopo poco». Nello spiegare come mai questo accada, la Gerosa specifica subito che «gli interventi invernali di emergenza si possono fare soltanto con l’asfalto a freddo, poco durevole ma molto sensibile alle temperature esterne e all’acqua». Ecco, dunque, perché – legittimamente, a questo punto – molti comaschi protestano in queste ore per le vie della città ridotte a un groviera.
Poi, arriva la dissertazione settoriale sull’asfalto a freddo.
«Si utilizza per piccoli interventi localizzati durante la stagione invernale – scrive l’assessore alla Mobilità – quando non è disponibile l’asfalto da stendere a caldo (impianti chiusi)». Viene poi spiegato come «la composizione (legante quasi esclusivamente chimico), non garantisca una durata apprezzabile, in particolare in condizioni atmosferiche avverse». Sui costi, viene specificato che «sono più contenuti», visto che «il materiale viene stoccato sia fuso, sia in sacchi, è disponibile in qualunque momento, ed è trasportabile facilmente». Alla fine, ecco svelato l’inghippo sull’asfalto a freddo: «Viene posato in condizioni di emergenza, che non permettono mai una perfetta rollatura e costipazione, quindi è facilmente dilavabile». Al di là di qualche tecnicismo, una spiegazione probabilmente accessibile anche per la massaia (specializzata in bitume) di Voghera.
Poi l’assessore passa all’asfalto caldo. Qui la temperatura sale, visto che «si può utilizzare con termometro sopra i 15/18 gradi».
«La composizione – prosegue con rigore svizzero la newsletter – è prevalentemente di bitume naturale e garantisce maggiore durata in particolare su superfici importanti e in presenza di sottofondi stabili».
Venendo all’impegno per le casse pubbliche, si scopre che «i costi sono nettamente superiori, considerando che gli ordinativi minimi implicano l’entrata in funzione degli impianti di produzione, con i relativi costi di gestione, oltre all’utilizzo di macchinari per la stesa del materiale».
Fine della lezione, ma non della newsletter. Che, al contrario, invita – «per consolarci» – ad ascoltare un «brano acconcio». Ossia la “Busa noeva”, parodia della brasiliana “Bossa nova”, dove si narrano le peripezie di un cittadino intento (senza successo) a segnalare una buca in strada ai vigili di Milano. Simpatica trovata. Da godersi, preferibilmente, tra i crateri comaschi.

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