Gestione burocratica poco comprensibile

CAMPO CONI DI CAMERLATA
Leggo in questi giorni articoli relativi al campo Coni di via Canturina, agli altri impianti sportivi della zona e al loro “stato di abbandono”. Ebbene, leggete qui e stupitevi. Giorni fa mi sono presentato alla guardiola del campo Coni chiedendo di poter utilizzare lo spazio per me e per mia figlia, per poter liberamente fare un po’ di jogging ed esercizi ginnici, naturalmente pagando quanto dovuto.
Potete immaginare la mia sorpresa quando mi sono sentito rispondere che non è possibile per un privato entrare al campo Coni, ma bisogna necessariamente passare attraverso una società sportiva. Ora non comprendo, e non sta a me cercare di capire, perché solo le società sportive possano usufruire di uno spazio pubblico; quello che invece mi aspettavo (ma non è successo) sarebbe stato l’essere accolto come un cliente (pagante, vi fanno proprio così ribrezzo i miei soldi?), con informazioni precise, il ricevere un volantino con indicati prezzi e orari e magari, perché no, avere offerta una tazza di tè caldo, nonché vedere all’esterno dell’entrata un cartello o uno striscione con invito a frequentare questo bel campo sportivo (su una delle strade più trafficate di Como sarebbe senz’altro  uno strumento pubblicitario efficace).
Niente di tutto ciò. L’immobilismo e la chiusura più assoluti. Mentre me ne andavo scoraggiato e imprecavo tra me e me “Tutti a casa !”, osservavo dall’esterno della recinzione la pista illuminata. Deserta, assolutamente deserta.
Giovanni Menna

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