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Ghigo: «La foto digitale è comoda, ma niente trucchi»

inviati su cd o dvd, in formato jpg ad alta risoluzione, al seguente indirizzo: Concorso Fotografico 2013 – Foto Cine Club Cernobbio, c/o Antonio Vasconi, via Regina 36, 22012 Cernobbio, entro mercoledì prossimo, 16 ottobre. Le opere dovranno essere accompagnate dalla scheda di partecipazione e dalla quota di 15 euro (20 franchi svizzeri) per ciascun autore (10 per i soci Fiaf – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). La giuria si riunirà il 20 ottobre e la premiazione è fissata per il 10 novembre alle 17.30 a Villa d’Este.In giuria c’è Michele Ghigo, presidente d’onore della Fiaf, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche che ha dato al premio la sua certificazione di qualità. Oggi tutti si credono fotografi grazie al digitale: «Anche io lo uso – dice Ghigo – apprezzo la sua comodità, permette di condividere i nostri lavori e perché dà l’opportunità di scattare foto in condizioni di luce sfavorevole, cosa che con l’analogico non era così immediata. Ma la pellicola, il nostro vecchio caro primo amore, non potremo mai scordarla».Anche un maestro del bianco e nero come Gianni Berengo Gardin, che ha firmato il calendario ufficiale 2013 dell’Aero Club Como, l’unica struttura europea che si dedichi alla formazione e all’addestramento di piloti di idrovolante di tutto il mondo, si è convertito al digitale e con la sua Leica in bianco e nero ha firmato emozionanti vedute aeree in cui la tecnica dialoga con la natura.«Sì – commenta Michele Ghigo – ma l’amico Gianni rimarrà sempre fedele all’analogico. Le pellicole si trovano ancora e così come chi le sviluppa. A chi vuole scattare foto per i concorsi, dico che con il digitale occorre procedere con cautela: dà grandi possibilità di manipolare i risultati degli scatti in fase di postproduzione, tanto che gestirla è competenza sempre più richiesta al fotoamatore evoluto. Ma occorre essere onesti: niente trucchi. Si usi la tecnica con parsimonia, ad esempio per intervenire su zone troppo scure o troppo chiare o per eliminare particolari inutili nella composizione. Ma il digitale non sia un metodo per travisare la realtà. È più stimolante andare a caccia di soggetti e inquadrature originali: il mondo dà infinite opportunità».

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