Ghisallo, il Museo del ciclismo non può finire nell’oblio

Interventi e repliche

Sono di famiglia magregliese  e quindi fortemente legato alla storia e alle sorti del Ghisallo, ove anni fa è stato eretto il Museo del Ciclista, ove sono stati trasferiti cimeli storici. Mi chiedo come sia possibile che questo nostro vanto – noto in tutto il mondo agli appassionati di ciclismo – sia stato chiuso, nonostante la facilità di coinvolgimento di sponsorship qualificate e di ambienti sportivi e istituzionali di primo livello.
Bisognerebbe fare da subito un piano operativo di medio-lungo termine atto a reperire sponsor e coinvolgere associazioni ciclistiche, enti ed istituzioni. Ci si potrebbe sedere a un tavolo con le autorità e i responsabili per attingere il meglio dalle capacità e dalle competenze specifiche degli esperti in comunicazione sportiva. E non mancano esempi di successi riportati da altri “uomini di buona volontà”.
Per cercare di risolvere il problema ho pensato di proporre una decina di idee operative. Queste.
1. Campagna informativa di rilancio del Museo su tutti i media raggiungibili, con  “La Gazzetta” partner privilegiato.
2. Ricerca di sponsorship e patrocinii nazionali, regionali e provinciali.
3. Abbinamento con un maxi-sponsor interessato al settore.
4. Attività di stimolo promozionale e contributivo verso l’Uci e le altre associazioni ciclistiche, anche estere (risultano numerosi i visitatori stranieri del Museo).
5. Rilancio del Giro di Lombardia, idealmente con un’edizione speciale che preveda la partenza da Milano e, dopo la scalata del “Muro di Sormano”, giunga e si concluda al Ghisallo per onorare la “memoria storica” del luogo.
6. Costante monitoraggio del settore, filtrando le attività e manifestazioni ciclistiche più interessanti organizzate in Italia e all’estero per acquisire idee nuove e partnership qualificate per eventuali abbinamenti anche sul piano commerciale.
7. Creazione di un periodico trimestrale on-line a più lingue, che informi il mondo dello sport ciclistico (dilettanti e professionisti) sugli avvenimenti di interesse.
8. Creazione di un Campionato della Brianza per dilettanti (terra di ciclisti) al fine di mettere in luce giovani talenti di questo appassionante sport. Un evento facilmente sponsorizzabile a livello regionale (tante sono le aziende brianzole potenzialmente interessate a enfatizzare il proprio marchio abbinato al famoso nome del  Ghisallo).
9. Organizzazione e coordinamento di eventi, non solo ciclistici, che possano attrarre turisti e nuovi visitatori, anche internazionali, con i conseguenti vantaggi economici per l’intera area del Triangolo Lariano, da Lecco a Como, da Erba a Bellagio. Eventi atti a ricordare il Ghisallo anche all’estero, considerata la notorietà sportiva del luogo.
10. Prevedere una grande manifestazione (socio-culturale e/o sportiva) su base  annuale, con il Santuario e il Museo protagonisti. Come pure un evento religioso di grande suggestione da farsi in agosto, mese di massimo afflusso in zona. Magari con la presenza del cardinale Ravasi (nativo di Osnago) che suole trascorrere le proprie vacanze estive a Guello di Bellagio, a pochi chilometri dal Ghisallo.

Giuseppe Mojana

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