Daniele Gilardoni, rientro con il botto

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Dopo un anno in Inghilterra, Daniele ha conquistato un record iridato: «Mi chiamano da altri Paesi, ma ora vorrei dare una mano al remo italiano»

Per un po’ era sparito dai radar. Via dalla Nazionale, via dall’Italia. Poi di nuovo protagonista con la conquista di un record mondiale. Daniele Gilardoni, il canottiere più vincente nelle storia iridata del remo (undici volte campione), ha conquistato il primato assoluto di Indoor rowing sulla distanza di 24 ore con una squadra di pesi leggeri misti. In pratica, in un giorno, Gilardoni e gli altri azzurri hanno remato per 393 chilometri e 823 metri.

Un team che aveva come personaggi di maggiore rilievo, oltre al bellagino, anche Erika Bello, da anni nel giro della Nazionale.
«Ma io non mi sono nascosto – spiega Gilardoni, a sinistra nella foto – Per un anno sono stato in Inghilterra a Manchester, dove sono stato sia atleta che allenatore al Circolo Agecroft».
Poi il rientro in Italia. «Sono nella giunta del Coni regionale – afferma – e sto portando avanti una serie di progetti importanti a fianco del presidente Pierluigi Marzorati. Avevo il desiderio di tornare e di contribuire a sostenere lo sport del mio Paese».
Ma, come afferma un antico detto… nessuno è profeta in Patria. Un principio che vale anche per Gilardoni. Dopo che è stato escluso dal giro della Nazionale il suo armo (il “quattro di coppia pesi leggeri”) non ha più vinto, e al suo telefono arrivano molte chiamate dall’estero. «Da Germania, Ungheria, Stati Uniti, Brasile e ancora dall’Inghilterra – dice – La cosa mi fa piacere, ma io vorrei poter aiutare il canottaggio italiano».
Un remo tricolore che nelle recenti manifestazioni internazionali ha avuto poche soddisfazioni. Daniele Gilardoni, tagliato dal giro azzurro quando ancora poteva dare qualcosa (e soprattutto portare medaglie), potrebbe togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ma non lo fa. «Non è il momento delle polemiche – aggiunge – Io penso che tutti dobbiamo essere vicini alla Federazione, al di là di come la si pensi. La cosa migliore è lasciare perdere la politica e impostare, tutti assieme, un programma basato sui giovani, con obiettivi lontani, sulla distanza di 8-10 anni. Io voglio tornare a risentire spesso il nostro inno ai Mondiali».
E Daniele non si tira indietro. «Sicuramente. Io penso che l’esperienza possa essere un valore aggiunto. Qualche anno fa gente come me, Franco Sancassani e Stefano Basalini è stata congedata. Ci dicevano che eravamo vecchi, ma sono sicuro che avremmo potuto dare ancora molto. E ancora adesso io per primo sono disponibile a dare una mano».
«Mi piacerebbe far parte di un progetto che abbia al centro dell’attenzione gli atleti – sono le parole di Daniele – e che punti a formare le nuove generazioni. Con meno politica e lo sport vero al centro dell’attenzione. Io non sono abituato a chiamare, a propormi, ma non nascondo che sarebbe bello contribuire alla crescita del canottaggio in Italia».
E se la chiamata “azzurra” non dovesse arrivare? «Vediamo – conclude Gilardoni – ma è logico che a quel punto, compatibilmente con tutto, rifletterò sulle offerte che continuano ad arrivare da altre nazioni e che gratificano quello che ho fatto in tanti anni di carriera».

Massimo Moscardi

Nella gallery (con immagini agonistiche dal sito www.canottaggio.org) una serie di “momenti di gloria” del campione bellagino 

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