Ginecologi introvabili: il Sant’Anna blocca le richieste di trasferimento

L'ospedale Sant'Anna di San Fermo

I ginecologi scarseggiano e il Sant’Anna “blinda” i suoi medici. Nelle scorse settimane, la direzione dell’Asst Lariana ha respinto le richieste di trasferimento di tre professionisti che volevano spostarsi in un altro ospedale. «Tratteniamo i nostri medici perché altrimenti non potremmo garantire tutte le attività e i servizi offerti attualmente alle pazienti».
Il problema degli organici ridotti ai minimi è una costante da tempo nelle strutture sanitarie. A questo si è aggiunta anche la difficoltà a reperire alcune figure professionali. Se in passato il problema riguardava soprattutto gli infermieri, oggi anche alcuni specialisti sono merce rara e la sostituzione di eventuali pensionamenti, malattie, gravidanze o trasferimenti può diventare un’impresa quasi impossibile. È il caso dei ginecologi, sempre più difficili da reperire, soprattutto per gli ospedali.
Ed ecco spiegati i tre «no» nel giro di poche settimane ad altrettante richieste di ginecologi assunti a tempo indeterminato dall’Asst Lariana di potersi trasferire in un altro ospedale. Nel documento di diniego, il direttore amministrativo Salvatore Gioia esplicita in modo chiaro la problematica. «Il parere negativo è motivato dalle esigenze organizzative dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia, attualmente già carente di varie unità di dirigente medico – si legge nei documenti – Nell’ipotesi di esito favorevole della procedura di mobilità, la predetta unità operativa non sarebbe in grado di garantire la regolare continuità dell’erogazione delle prestazioni istituzionali alla stessa afferenti».
In caso di trasferimento dei ginecologi, la sostituzione degli specialisti potrebbe rivelarsi particolarmente complicata se non quasi impossibile e l’unica possibilità resta dunque tenersi stretti i propri dipendenti. «Tre ginecologi quasi contemporaneamente hanno chiesto il trasferimento – confermano dall’Asst Lariana – L’azienda non ha una graduatoria a cui attingere per rimpiazzare eventuali professionisti che venissero a mancare perché non è semplice trovare sostituti. In questa situazione, la decisione è stata di trattenere i nostri dipendenti per evitare di compromettere il servizio offerto, che sarebbe danneggiato e ridotto perché non potremmo garantire tutta l’attività dell’unità operativa». «È difficile garantire la sostituzione del personale in certi ambiti – conclude l’Asst – Per non sguarnire il servizio e tutelare i pazienti abbiamo la necessità di trattenere il nostro personale».
Il caso dei ginecologi peraltro non è l’unico. Nell’ultimo periodo, la direzione dell’Asst ha dato parere negativo a numerose richieste di trasferimenti di diverse figure professionali tra i quali un fisioterapista, alcuni infermieri e operatori socio sanitari, un logopedista. Garantire il turn over sta diventando infatti difficile in molti settori e sempre più spesso i dipendenti a tempo indeterminato che vogliono trasferirsi, almeno nei primi cinque anni di servizio, si vedono respingere la richiesta dall’azienda.
Anna Campaniello

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