Cronaca

Giocatori patologici in aumento, occorrono misure efficaci

altIl convegno nell’enclave
Carlo Pagan: «Nei casinò italiani il filtro dei frequentatori all’ingresso è una garanzia»

Ludopatia, ovvero quando il gioco diventa un problema. Se n’è discusso ieri mattina durante un convegno organizzato dai Lions Club Como Host, Milano alla Scala, Campione d’Italia e Leo Chronos. A ospitare l’incontro, dal titolo “Non mettiamo in gioco la salute”, il Casinò di Campione d’Italia, che ha presentato il progetto avviato dalla casa da gioco lariana per contrastare il fenomeno, secondo le linee di condotta dettate dalla

European Casino Association. Tra i punti centrali dell’iniziativa, l’attivazione di un’unità di ascolto telefonico e di orientamento.
«Un altro punto chiave del progetto – ha spiegato ieri Carlo Pagan, amministratore delegato della casa da gioco dell’enclave – è legato al filtro all’ingresso, che costituisce una efficace garanzia. Nei casinò italiani i frequentatori devono presentarsi all’ingresso e dare le proprie generalità: se si creano situazioni difficili, i familiari del giocatore possono scrivere alla casa da gioco chiedendo di inibire l’ingresso al loro congiunto».
Il manager ha ribadito che i casinò «hanno interesse ad avere giocatori soddisfatti» e ha sottolineato che il settore del gioco, il cui giro d’affari complessivo è ingentissimo (pari in Italia a 86 miliardi di euro), non può più prescindere da una «dimensione minima dei punti vendita», in modo tale che sia sempre possibile consentire «il massimo della prevenzione». Il concetto è che non si può pretendere che il singolo addetto di un piccolo bar, dotato di slot machine, sia in grado di fare adeguata prevenzione tra i propri clienti-giocatori.
E proprio la facilità odierna di accesso al gioco d’azzardo, vista la grande offerta di macchinette sul territorio, per di più in strutture che non prevedono alcun filtro all’ingresso come invece avviene nei casinò, rischia di spingere sempre più persone verso le ludopatie. Un fenomeno in costante crescita, come ha ricordato ieri Raffaela Olandese, direttore del dipartimento dipendenze dell’Asl di Como.
«Se proiettiamo in riva al Lario i dati nazionali relativi alla percentuale della popolazione affetta da gioco problematico o patologico – ha affermato la dirigente dell’Asl – possiamo stimare di avere nella nostra provincia dai 5mila ai 15mila giocatori problematici e dai 2mila agli 8mila giocatori patologici. Nel 2006, quando abbiamo iniziato a occuparci di questo fenomeno, avevamo solo 2 soggetti in cura, mentre quest’anno le persone sono diventate 88, con una crescita assoluta».
Raffaela Olandese ha anche tracciato l’identikit del malato d’azzardo: «Ha 45-50 anni d’età, è soprattutto maschio, spesso lavoratore dipendente, ma non mancano né casalinghe né pensionati».
Sulle conseguenze delle ludopatie si è poi soffermato lo psichiatra e psicanalista Michele Sforza.
«Se viene svolto senza conseguenze di alcun genere, nè sul piano fisico, nè su quello psichico o sociale, il gioco è un apporto gradevolissimo nella vita delle persone. Purtroppo – ha precisato Sforza – vi è una piccola percentuale di persone che inizia a giocare d’azzardo e va avanti in questo processo passando gradualmente e impercettibilmente da un gioco normale a un gioco patologico. Sono persone che perdono il denaro, perdono la salute, perdono la famiglia e il lavoro e nonostante tutto ciò non riescono a smettere».
Tra gli interventi al convegno di ieri, da registrare quello del consigliere regionale Angelo Ciocca, relatore della recente norma varata dalla Regione Lombardia per arginare le ludopatie, con una serie di misure tra cui gli incentivi fiscali alla rottamazione delle macchinette dei bar e la distanza di sicurezza dalle scuole imposta alle sale da gioco.
Da segnalare, infine, anche l’intervento di Walter Migliore, past governatore Lions e presidente dell’Associazione italiana contro la diffusione delle dipendenze (Aidd), che ha ricordato l’attività congiunta di Lions e Rotary nelle scuole per la prevenzione delle ludopatie e ha lanciato un appello affinché all’intervento legislativo della Regione si sommi quello dello Stato.

Nella foto:
Il tavolo dei relatori al convegno dal titolo “Non mettiamo in gioco la salute” che si è svolto ieri mattina al Casinò di Campione d’Italia
24 Nov 2013

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