Cronaca

Giorgio Pozzi: «Sono sereno. La Procura lavora seriamente»

altL’inchiesta sul Pirellone
Prosegue l’inchiesta sui presunti rimborsi “gonfiati ”

«Ho risposto a tutte le domande e chiarito punto per punto la mia posizione. Sono sereno». L’ex consigliere regionale del Pdl Giorgio Pozzi è comparso ieri in Procura a Milano, convocato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti rimborsi gonfiati dei consiglieri di maggioranza del Pirellone. Assieme con altri 61 colleghi di Pdl e Lega Nord, il politico comasco è accusato di peculato.
I comaschi coinvolti nell’inchiesta sono quattro. Per il Pdl, oltre a Giorgio Pozzi tra gli indagati compare Gianluca Rinaldin. A questi si aggiungono i leghisti Dario Bianchi ed Edgardo Arosio. Pozzi però è il primo dei consiglieri lariani a rispondere alle domande dei magistrati

meneghini. Invitato a comparire già nel dicembre scorso, Rinaldin ha segnalato l’indisponibilità del suo legale e ha chiesto di poter fissare un nuovo appuntamento. Ha dichiarato espressamente di non volersi presentare ai sostituti procuratori invece Dario Bianchi, atteso in procura lunedì scorso. «Non avendo nulla da nascondere mi sono presentato in Procura come previsto dalla convocazione – ha spiegato ieri Giorgio Pozzi – Sono stato interrogato dal sostituto procuratore Alfredo Robledo, uno dei titolari dell’inchiesta. È stato un colloquio assolutamente franco e aperto».
Giorgio Pozzi è rimasto in procura a Milano per circa mezz’ora. «Ho chiarito punto per punto quanto mi veniva contestato nell’ambito dell’indagine – dice l’ex consigliere regionale lariano del Pdl – Ho avuto la prova di come la Procura di Milano stia conducendo seriamente e rigorosamente l’inchiesta. Sono professionisti che stanno lavorando nel migliore dei modi e questo è un motivo in più per essere tranquillissimo».
La Procura di Milano ha indagato 62 consiglieri regionali di Lega e Pdl. A tutti viene contestato il peculato. Complessivamente, i magistrati meneghini contestano a Giorgio Pozzi presunte spese ingiustificate per un totale di 9.547 euro in poco più di due anni, tra il 2010 e la metà del 2012. Nel dettaglio, all’esponente lariano del Pdl sono contestati 27 pranzi con un totale di 106 coperti, per una spesa complessiva al ristorante di 5.721 euro. Si fermano a 210 euro invece i rimborsi telefonici chiesti dal pidiellino.
«Naturalmente siamo partiti dal dettaglio delle spese contestate e ho risposto a tutte le domande – commenta ancora Pozzi – Le persone serie non temono chi lavora seriamente. Credo in questo Paese e nell’attività investigativa condotta in questa inchiesta. Sono molto sereno. I pranzi e le cene per le quali ho ottenuto un rimborso sono rigorosamente istituzionali, effettuati nell’ambito dei rapporti di lavoro che tengo da anni nella politica e che mi sono valsi la stima e la collaborazione che ho con la maggioranza come con l’opposizione».
Le convocazioni dei consiglieri regionali proseguiranno nei prossimi giorni. Non è ancora nota la nuova data per l’audizione di Rinaldin. Il consigliere regionale del Pdl è quello, tra i comaschi, cui viene contestata la somma maggiore, circa 122mila euro. Sul fronte dei banchetti, l’esponente del Pdl ha chiesto il rimborso per quasi 1.900 coperti suddivisi in ben 533 tra pranzi e cene. Le altre spese contestate riguardano i rimborsi telefonici e gli acquisti di apparecchiature tecnologiche e libri.
«Sono rimborsi relativi a costi sostenuti per l’attività politica – ha detto fin dall’inizio Rinaldin – C’è un plafond a disposizione di ciascuno per ristoranti, hardware informatici, spese telefoniche, libri e spese postali. Possono sembrare molti, ma sono soldi utilizzati per il mandato di consigliere».

Anna Campaniello

Nella foto:
La sede della Regione Lombardia. La Procura sta indagando a tutto campo sui rimborsi dei vari gruppi consiliari
10 gennaio 2013

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