Territorio

Giornata nazionale di prevenzione antisismica, l’Ordine degli ingegneri contrario alle verifiche nelle case

L'Ordine degli ingegneri di Como contesta l'iniziativa "Diamoci una scossa!" organizzata dal Consiglio nazionale
L’Ordine degli ingegneri di Como contesta l’iniziativa “Diamoci una scossa!” organizzata dal Consiglio nazionale

La Giornata nazionale di prevenzione sismica, in programma per la prima volta il 30 settembre prossimo, riceve uno scossone dall’Ordine degli ingegneri di Como. I professionisti di via Volta, d’intesa con i colleghi di tutte la Lombardia, bocciano l’iniziativa “Diamoci una scossa!” che prevede, nel mese di novembre, visite informative gratuite nelle abitazioni private, su richiesta di proprietari o inquilini, per valutare il grado di rischio sismico degli edifici.
Si tratta di un’iniziativa che rientra nel programma della prima Giornata nazionale per la prevenzione sismica, un evento promosso dal Consiglio nazionale degli Ingegneri, da quello degli Architetti e dalla Fondazione Inarcassa. L’obiettivo, come spiegano gli organizzatori, è «favorire la cultura della prevenzione sismica» puntando a «un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare del nostro Paese».
«L’iniziativa è meritevole – premette Mauro Volonté, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Como – Tuttavia sono state rilevate molteplici criticità in merito alle modalità di attuazione delle visite ispettive che hanno portato alla decisione di non aderire a tale programma, ma di attivare, in alternativa e con lo stesso spirito, altre iniziative per diffondere e promuovere la cultura della sicurezza sismica».
Un diniego, come detto, condiviso a livello regionale. «Tutti i consigli degli Ordini degli ingegneri lombardi – afferma Volonté – sono fermamente convinti che le previste visite tecniche informative richiedano una professionalità derivante da comprovata esperienza e competenza specifica e che comportino una responsabilità precisa del compilatore. Di conseguenza risulta evidente che gli Ordini degli ingegneri non possono in alcun modo farsi garanti di tali attività, né possono promuovere prestazioni professionali gratuite (salvo il caso di eventi straordinari e in stato di emergenza), peraltro inammissibili dal punto di vista deontologico».
Il problema, spiega ancora il numero uno di via Volta, è che «tali visite tecniche, teoricamente solo informative ma in pratica, se coscienziosamente effettuate, consulenze professionali a tutti gli effetti, con una controparte di cittadinanza poco esperta in temi così complessi, potrebbero essere facilmente mal interpretate da un punto di vista tecnico, generando di conseguenza contenziosi inutili e senza fine tra colleghi, committenti ed enti che rilasciano documenti e certificazioni».
Ma non solo. A giudizio di Volonté «potrebbero anche essere percepite dalla collettività come un’occasione per promuoversi, in vista di successive attività professionali remunerate. Ciò risulterebbe molto lontano da quella attività di volontariato alla quale gli Ordini e gli ingegneri iscritti contribuiscono generosamente, a sostegno delle popolazioni colpite da eventi eccezionali».
L’Ordine chiede pertanto agli ingegneri comaschi di non partecipare alle visite ispettive, nemmeno come «consulenti a supporto di altre figure professionali».
In alternativa alle visite tecniche, «si organizzeranno eventi informativi aperti alla cittadinanza sul rischio sismico e sugli interventi di prevenzione».

19 Settembre 2018

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Marcello Dubini

Marcello Dubini mdubini@corrierecomo.it


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