Giosa, il nuovo ministro della difesa azzurra

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Il giocatore è un punto di riferimento degli azzurri in campo e fuori

Una decina di anni fa il soprannome fu coniato per Oscar Brevi. Nel Como di oggi lo ha ereditato Antonio Giosa, 31 anni, originario di Potenza. Il nuovo “ministro della difesa” è lui. Autorevole in campo e fuori, il giocatore azzurro è uno dei punti di riferimento della squadra di mister Colella. Giosa parla alla vigilia della delicata gara di domenica prossima con il Feralpi Salò.
«Guai a pensare che sia un match facile – afferma – Di fronte ci sarà un avversario in cerca di punti importanti

per agganciare i playoff. Una squadra con i giovani migliori di questo campionato e con elementi di buona esperienza: un mix decisamente ostico. Senza dimenticare che l’allenatore scienza punta sempre al bel gioco. Ma noi dobbiamo vincere: con questi tre punti metteremmo un mattone fondamentale per la qualificazione ai playoff».
Domenica scorsa è arrivato un pari che ha fatto male. In vantaggio a Vercelli, siete stati raggiunti a due minuti dalla fine…
«Che amarezza… È stata una beffa atroce. Meritavamo di vincere, inutile negarlo. Ma noi tutti abbiamo guardato, alla fine, a quella partita con spirito positivo: dopo aver preso le misure al terreno in sintetico, abbiamo gestito al meglio, giocando con tranquillità e leggendo nel modo più indicato la gara».
E questo è un aspetto decisamente rilevante.
«Certamente: la gestione da squadra importante sul campo della seconda in classifica ci ha dato più consapevolezza e la convinzione di aver fatto un passo in avanti fondamentale. Ed è con questo spirito, con la serenità con cui abbiamo lavorato in questi giorni, che scenderemo in campo contro il Feralpi Salò».
I tifosi la stimano. Per i suoi compagni lei è un riferimento in campo e fuori.
«Io ringrazio tutti per la stima, ma faccio poco caso a questo. Credetemi, non è una frase fatta, ma la forza di questo Como è il gruppo, che è composto da brave persone. Ogni giorno vedo gente che dà il meglio: il giocatore esperto, il ragazzino, e cito Iacopo Ricciarelli, il terzo portiere: difficilmente giocherà, ma quotidianamente si impegna come se fosse lui il titolare. Questo è lo spirito del Como».
Delle altre squadre del girone A cosa pensa?
«A mio giudizio, e lo dico anche da ex biancorosso, il Vicenza è la più forte in assoluto per rosa, pubblico, società, per tanti elementi. Però in questo momento la classifica dice che l’Entella è primo e penso che il margine della formazione ligure sia decisivo. Difficilmente potrà essere raggiunta».
Ha detto che per lei il Vicenza è la formazione più forte: ma in questa stagione il Como ha vinto per due volte con i veneti.
«Appunto – è qui Giosa un po’ si sbilancia – è per questo che sono ottimista. Ma, lo voglio ribadire: sono fiducioso perché vedo come lavora ogni giorno questo gruppo e i costanti passi avanti che stiamo facendo».
E secondo lei c’è qualche giocatore che ancora non si è visto molto, che potrebbe essere decisivo?
«Faccio il nome di Raffaele Perna. È arrivato qui reduce da un brutto infortunio, ma lo vedo in allenamento e so quello che può dare. Vedrete che saprà fare la differenza in questa volata finale».
Da qualche tempo è tornato buono anche il rapporto con i tifosi.
«Questo è fondamentale: domenica scorsa a Vercelli sembrava di giocare in casa. Entrando in campo per noi è stato un bel colpo d’occhio. Se remiamo tutti dalla stessa parte ci potremo togliere tante soddisfazioni. E, lo ribadisco, il primo passo importante da fare sarà domenica con il Feralpi».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Antonio Giosa, a sinistra, in conferenza stampa con un altro riferimento della squadra lariana, il bomber Giuseppe Lenoci

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