Giovanni Pontiggia: «Camera di commercio. Chi si candida a governarla condivida il suo progetto»

Giovanni Pontiggia

Il recente studio di Aaster, Class e Fondazione Volta sugli effetti della riunificazione delle Camere di commercio di Como e Lecco ha messo al centro, tra gli altri, anche il settore del credito, chiamato a giocare un ruolo sempre più decisivo per lo sviluppo del territorio. Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Brianza e Laghi e rappresentante designato dell’Abi in seno al futuro consiglio camerale, parte da qui per sottolineare alcuni punti su cui – dice – bisognerebbe soffermarsi con maggiore attenzione, «soprattutto da parte di chi si è candidato a governare la nuova Camera di commercio».
Secondo Pontiggia è in primo luogo «fondamentale partire da un’idea forte, vale a dire che l’unione non è un semplice atto amministrativo ma un fatto strategico per il futuro dell’economia lariana». Grazie a questo passaggio si può «e si deve identificare un nuovo posizionamento dei corpi intermedi, delle rappresentanze e delle associazioni all’interno di un territorio che non è sfuggito alla crisi».
Non solo: «questa stessa crisi – insiste il presidente della Bcc Brianza e Laghi – non è affatto superata; ci attendono anni turbolenti, motivo per cui dobbiamo creare le condizioni per una messa in sicurezza dei nostri pilastri economici che sono le imprese».
Ecco perché, dice ancora Pontiggia, «il tema della governance della futura Camera di commercio è soltanto un “di cui” rispetto ai contenuti del progetto della stessa».
Prima di decidere chi dovesse occupare i singoli posti di comando – è questa la tesi di Pontiggia – si sarebbe dovuto aprire un confronto nel mondo associativo per individuare le persone che meglio di altre avrebbero potuto impersonificare i contenuti e dare loro attuazione.
«Meglio sarebbe stato – afferma Pontiggia – andare oltre gli schematismi della legge e la logica ormai superata degli apparentamenti. Prescindo dagli uomini, non ho niente contro nessuno, ma si sarebbe potuto arrivare agli stessi risultati con più condivisione. Chi sarà nominato, mi auguro con il consenso unanime, non può essere espressione di pochi, sarebbe troppo pericoloso per il territorio».
Non manca un accenno polemico. «Purtroppo – dice il presidente della Bcc di Alzate – è significativo che al documento proposto da alcune associazioni, compresa quella che rappresento io, non sia stata data alcuna risposta. Non capisco se ciò voglia dire snobbare gli altri convinti che tutto sia deciso. Sarebbe di poco riguardo. La relazione e la capacità di dialogo restano punti fondamentali. L’economia è di tutti, non di pochi».
In questo senso, Pontiggia afferma di avere «molto apprezzato quanto detto dal presidente di Lariofiere Giovanni Ciceri nella sua intervista al Corriere di Como di domenica scorsa. La sua proposta di condivisione è giusta».
«In passato – conclude Pontiggia – ho collaborato con diversi presidenti della Camera di commercio, ciascuno dei quali ha segnato un’epoca: Giampiero Majocchi individuò Lariofiere come polo di sviluppo, Vico Valassi spinse per l’università, Marco Citterio diede un impulso determinante al decentramento e Paolo De Santis immaginò il polo tecnologico di Lomazzo. Il nuovo presidente deve avere anch’egli visione strategica e guidare una squadra che non sia dettata dai “pesi” ma dalla valenza e dall’autorevolezza dei singoli e dalle loro idee».

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