Giovanni Pontiggia: «Comunità, parola chiave del credito cooperativo»

Giovanni Pontiggia

Più grandi ma non per questo meno legate al territorio. La trasformazione delle Banche di Credito Cooperativo (Bcc), imposta dalla riforma del 2016, ha cambiato soltanto in parte la pelle delle stesse Bcc, oggi vincolate tra loro da un patto di adesione a una capogruppo (Iccrea) riconosciuta da Bankitalia. «Siamo in un’era nuova, ma non ci omologhiamo al sistema finanziario tradizionale e ai modelli d’impresa bancaria che guardano unicamente ai profitti».
Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Brianza e Laghi, ha spiegato così l’identità rinnovata dell’istituto all’assemblea dei soci, riunita venerdì sera all’Auditorium “Mary Ward” del Collegio Villoresi di Merate (Lecco) per l’approvazione del bilancio.
«Al termine del processo di aggregazione, le 142 Bcc che hanno aderito a Iccrea hanno di fatto costituito il quarto gruppo bancario italiano – spiega Pontiggia – Questo non significa aver smarrito o perso la propria identità. Noi continuiamo a caratterizzarci come banca di comunità, al servizio del territorio».
Il presidente della Bcc di Alzate pone l’accento sulla «diversità» dei sistemi gestionali. «Ultimamente – dice – grossi gruppi bancari si sono presentati come banche del territorio e di prossimità. Concetti “fisici” che, per paradosso, sono anche astratti. Significano cioè molto poco. Noi invece siamo una banca di comunità, viviamo “dentro” il territorio. E continueremo a farlo anche dopo la nascita di un nuovo modello operativo. Dentro Iccrea perderemo sicuramente una serie di passaggi burocratici ma manterremo la piena autonomia nel rapporto diretto con la comunità di cui siamo espressione».
Insomma, fa capire Pontiggia, «efficienza, maggiori controlli e sorveglianza sono a tutela dei nostri clienti e dei nostri soci. La capogruppo non è una cappa che ci soffoca: al contrario, è un vantaggio che ci permetterà di lavorare sul terreno delle relazioni, il vero punto di forza del sistema bancario cooperativo».
Il presidente della Bcc di Alzate cita poi una frase dell’intervento in assemblea del suo vice, Giuseppe Rigamonti: “Quando il risultato guida l’impresa, andremo sempre e solo dove siamo già stati; se è invece il valore a guidare il risultato, potremmo non sapere dove stiamo andando, ma sapremo di essere nella direzione giusta”. «Mi sembra la chiosa più corretta rispetto alla scelta della fusione – dice Pontiggia – un modo per orientare la nostra bussola. Viviamo tempi di disorientamento, le mappe tradizionali non indicano più direzioni sicure, la trama del contesto politico-sociale sembra sempre più un groviglio in molti casi inestricabile. La comunità, lo stare assieme ripartendo dal basso e superando il rischio di rintanarsi, è l’unica strada possibile. In questo senso, anche la storia di una Banca può fare da lezione».

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