Giro di Lombardia dedicato a Felice Gimondi: «Un tributo doveroso». La figlia: «Papà è rimasto nel cuore di tutti»

Felice Gimondi Alejandro Valverde

Il Giro di Lombardia 2019 sarà dedicato a Felice Gimondi. Una scelta ben precisa, quella degli organizzatori di Rcs Sport, nel ricordo di uno tra i più grandi protagonisti nella storia del ciclismo nazionale e internazionale, scomparso lo scorso 16 agosto. Nel rispetto del suo carattere schivo e lontano dai riflettori e in accordo con la famiglia, non sono stati previsti eventi di ricordo. Ma l’immagine di Gimondi stilizzata campeggia sul manifesto della gara e un ricordo sarà sulla maglia del vincitore, presentata martedì scorso a Palazzo Lombardia.
«L’emozione di organizzare una corsa come “Il Lombardia” è sempre speciale ma quest’anno è davvero unica – sono le parole di Mauro Vegni, direttore ciclismo di Rcs Sport – Quello che Gimondi ha trasmesso al mondo del ciclismo rimarrà per sempre nel cuore e negli occhi di tutti e per questo vogliamo onorarlo nel modo che merita. Il tracciato ha tutte le caratteristiche che sarebbero piaciute a Felice, con le salite storiche del Ghisallo e di Sormano oltre ad un finale duro con il Civiglio e Valfresca».
«Da parte nostra era doveroso omaggiare in questa edizione Felice Gimondi. Lo faremo dedicandogli questa corsa simbolo, che lui ha vinto due volte, e che partirà dalla sua Bergamo» aggiunge Paolo Bellino, amministratore delegato e direttore generale di Rcs Sport.
Alla prima conferenza stampa di presentazione del “Lombardia” 2019 ha partecipato anche Norma Gimondi, figlia di Felice.
Nel suo saluto ha voluto ricordare quanto, in un momento di dolore per la sua famiglia, siano di consolazione i tanti messaggi che quotidianamente le giungono, con ricordi, aneddoti e momenti di vita di persone che hanno conosciuto suo padre, che lo scorso anno era alla partenza della gara, sempre da Bergamo. Felice Gimondi al Lombardia aveva trionfato in due occasioni sul traguardo di Como, nel 1968 e nel 1973, ed era poi salito sul podio altre tre volte con due secondi posti e un terzo. «Ricordo due gare molto dure – aveva dichiarato in una intervista al Corriere di Como qualche anno fa – Nel ‘66 ci fu una fuga iniziale, ma riuscii a rientrare. Poi provai cinque volte a scattare sul San Fermo, ma non vi fu nulla da fare. Alla fine, pilotato da Adorni, la spuntai in volata su Merckx. Anche allora si arrivava a Como, ma in pista. Nel ‘73, sempre a Como, sempre in volata e sempre contro Merckx, fui secondo. Ma il belga fu squalificato per doping»
Norma ha annunciato che sarà alla partenza dell’edizione 2019 della corsa, ma non soltanto. «La mia idea – spiega – è di raggiungere poi il Triangolo Lariano e di fare la scalata del Ghisallo in bicicletta per poi seguire da lì il passaggio della gara».
«Il Giro di Lombardia era una delle grandi classiche che papà amava di più, non solo perché l’ha vinta due volte e quindi gli piaceva sotto un profilo sportivo ma anche perché trovava i suoi amici, i suoi tifosi e anche i compagni di scuola su queste strade» ha aggiunto. «Sono molto orgogliosa che l’edizione 2019 sia dedicato a lui. Vorrei ringraziare tutti per i tanti messaggi di affetto che ci sono arrivati. È la prova che mio padre è rimasto nel cuore di tutti: è stato un uomo di valori, non soltanto a parole, ma con le sue azioni».

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