Giro d’Italia, 65 anni fa la mitica cronometro Erba-Como

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Oggi si celebrano esattamente 65 anni di distanza da uno dei più importanti eventi sportivi ospitati dal territorio lariano. Il 5 giugno 1952, infatti, andò in scena la cronometro del Giro d’Italia da Erba a Como, vinta da Fausto Coppi.
Con quel successo il leggendario ciclista di Castellania diede la stoccata decisiva per la conquista del Giro di quell’anno.
Le immagini di quella tappa sono visibili su filmati d’epoca caricati sul sito Youtube. E, al di là dei contenuti agonistici, è anche piacevole rivedere come erano Como e il suo territorio sei decenni fa.

Si riconoscono le strade lungo il lago, i tornanti del Triangolo Lariano, con l’arrivo finale allo stadio Giuseppe Sinigaglia, che allora aveva il velodromo, la stessa pista che ha ospitato a lungo il traguardo del Giro di Lombardia. L’ingresso era dalla porta del settore distinti, dalla parte di viale Puecher.
E poi si vede tantissima gente, la partenza fra due ali di folla ad Erba, lungo il tracciato e al Sinigaglia, con il grande abbraccio finale ai protagonisti e a Fausto Coppi.

Una cronometro lunga 65 chilometri, che Coppi vinse ad una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il suo tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’), Giancarlo Astrua (a 25’’) e l’altro corridore elvetico Ferdi Kubler (a 30’’). Poi due miti del ciclismo italiano, Fiorenzo Magni (1h34’08’’) e Gino Bartali (1h34’37’’).
Nel rivedere i filmati d’epoca si apprezzano anche i commenti relativi ai corridori. Per quanto riguarda Fausto Coppi si parla di un campione che vince «sfoggiando stile e compostezza da sbalordire»; «Il Giro ha trovato il suo mattatore»; «Un capolavoro di un purosangue del ciclismo».

Simpatiche le parole che accompagnano le immagini di Gino Bartali, che all’epoca aveva ben 38 anni. «Al diavolo chi lo vuole in pensione – afferma il cronista – Molti sbarbatelli devono mordere la polvere».
Legato a quella tappa c’è anche un aneddoto curioso che riguarda Alfredo Martini, all’epoca ciclista, negli anni successivi uno dei commissari tecnici di ciclismo più vincenti della storia.
In una intervista di qualche anno fa Martini (scomparso nel mese di agosto del 2014) aveva raccontato che proprio alla vigilia della cronometro Erba-Como aveva avuto un lungo colloquio con l’allora c.t. azzurro Alfredo Binda.
Quest’ultimo gli aveva comunicato l’intenzione di portarlo al Tour de France di quell’anno (poi conquistato da Coppi) perché lo giudicava come l’uomo giusto per compensare ed equilibrare l’eterna rivalità fra il Campionissimo e Bartali.

Di fatto una “benedizione” alla sua futura carriera di commissario tecnico, appunto (culminata con la conquista di sei titoli mondiali).
Il Giro del 1952 era alla sua edizione numero 35 e si svolse in venti tappe (17 maggio-8 giugno, partenza e arrivo da Milano).
Vinse, come detto, Fausto Coppi, seguito da Fiorenzo Magni (arrivato a 9’18’’) e da Ferdinand Kübler.
Una corsa che fu caratterizzata anche da un evento luttuoso, la morte del ciclista veneto Orfeo Ponzin, che nella quarta tappa (la Siena-Roma) finì contro un albero affrontando una curva. Lo stesso Ponzin fu ricordato il giorno dopo nell’incontro tra i protagonisti della corsa e Papa Pio XII, che ebbe parole di cordoglio per lo sfortunato corridore padovano.
Massimo Moscardi

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