Giro d’Italia-amarcord: trent’anni fa il circuito in centro città. Nel 1952 Coppi vinse al Sinigaglia

Nelle immagini, prese da un filmato dell’epoca dell’Istituto Luce, la tappa Erba-Como a Cronometro del Giro d’Italia 1952

In tempi più recenti, o nel lontano passato, il Giro d’Italia ha regalato sempre belle emozioni agli appassionati di ciclismo del Comasco.
Il nostro territorio ha spesso ospitato arrivi e partenze di tappe, oppure è stato teatro di momenti di passaggio della carovana rosa, come accadrà il prossimo 21 maggio (qui l’articolo dedicato all’evento) nel corso della tappa che si concluderà a Bergamo.
Il Giro d’Italia è giunto per la prima volta nel Comasco, proprio in città, nel 1937, alla 25ª edizione. La tappa fu vinta da Matteo Cimatti, il successo finale della corsa andò a Gino Bartali. Una nota su Cimatti: nel 1932 alle Olimpiadi di Los Angeles vinse la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre con Nino Borsari, Alberto Ghilardi e il corridore di Albese con Cassano Paolo Pedretti.

Il 1° giugno del 1952 si ricorda anche una cronometro Erba-Como conquistata da Fausto Coppi con 15’’ di vantaggio sullo svizzero Hugo Koblet. Un interessante filmato di quella giornata si può trovare on-line negli archivi dell’Istituto Luce.
Lario protagonista anche nel 1957 con due semitappe, con l’arrivo della frazione Varese-Como (vinta da Alessandro Fantini) e un circuito cittadino, conquistato da Rik Van Steenbergen. Proprio sul Lario il lussemburghese Charlie Gaul indossò per l’ultima volta la maglia rosa, poi persa nel confronto con Gastone Nencini.

In tempi più recenti si ricordano due arrivi ravvicinati. A Erba nel 1986 si impose il norvegese Dag Erik Pedersen; nel 1987 una grande giornata di sport in città, con la conclusione sul lungolago della “Madesimo-Como”, con un indimenticabile circuito finale in centro. In volata Paolo Rosola superò Alberto Volpi, con maglia rosa all’irlandese Stephen Roche, che quell’anno conquistò anche il Tour de France e il Mondiale.
Sul palco, a premiare, c’era anche l’attrice Sylva Koscina. Sul percorso tanti giovani: era l’11 giugno e la scuola era appena terminata. Giusto quest’anno sarà il trentesimo anniversario di quella giornata indimenticabile.

Nel 2002 Cantù ospitò la partenza dell’ultima frazione della gara, con arrivo a Milano (frazione a Mario Cipollini, maglia rosa a Paolo Savoldelli). Un tributo alla fondazione del locale sodalizio ciclistico, fondato nel 1902.
Nel 2003, invece, ancora una volta appuntamento nella “capitale del mobile”, ma in questo caso con un arrivo. Il 31 maggio, nella ventunesima e penultima tappa (partita da Cannobio, in Piemonte), la vittoria andò a Giovanni Lombardi, che si impose in volata. Curioso siparietto sul podio, con Lombardi che non riusciva ad aprire la bottiglia di spumante. Un tentativo fallito anche dall’allora sindaco Tiziana Sala, che provò a dare una mano al ciclista pavese. Il giorno dopo a Milano, la festa fu tutta per il vincitore della “Corsa rosa”, il trentino Gilberto Simoni.

Nel 2005 Rcs Sport rese onore a Fabio Casartelli. Il campione olimpico di Barcellona 1992, originario di Albese con Cassano, era infatti scomparso dieci anni prima al Tour de France, in seguito a una caduta lungo la discesa del Colle di Portet-d’Aspet. Anche in questo caso si trattava dell’ultima frazione, partenza da Albese e conclusione a Milano, poi vinta da Alessandro Petacchi (e maglia rosa a Paolo Savoldelli).
L’anno dopo l’idea degli organizzatori era di organizzare due semitappe: la Canzo-Ghisallo a cronometro e la Lecco-Milano in linea. Proposta che però fu bocciata dall’Unione Ciclistica Internazionale.
Rcs ripiegò sulla Madonna del Ghisallo-Milano con affermazione del tedesco Robert Förster (vittoria del Giro, invece, per Ivan Basso). Anche in questo caso una celebrazione, per l’imminente apertura del Museo del Ciclismo voluto da Fiorenzo Magni.
Nel 2007 nuovo appuntamento in terra brianzola, di nuovo nella “città del mobile”, con la partenza della Cantù-Bergamo. Ultimo tracciato “tranquillo” prima della sfida finale sulle Alpi e successo nella città orobica del varesino Stefano Garzelli.
Poi, per il territorio della provincia, non si sono più state altre partenze o arrivi di tappe, ma non va dimenticato che in anni recenti il Comasco è sempre stato il punto di riferimento di una delle “classiche” più amate, il Giro di Lombardia. Gli appassionati non hanno dunque perso la possibilità di vedere da vicino i protagonisti di questo sport e di vivere l’atmosfera da grande evento.

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