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Girola, l’imprenditore-creativo che ha sfidato la crisi

L’intervistaConsulente in proprio nel ramo tessile: «Chiusure e problemi, ma Como può uscirne»«La preoccupazione maggiore, oggi come oggi, da parte della clientela italiana e internazionale del tessile è trovare partner affidabili. Fornitori su cui poter contare, non solo come creatività, qualità e consegne ma anche per la continuità nel tempo, l’affidabilità globale».Per il made in Como della seta e più in generale per l’industria tessile italiana c’è – forse – una buona notizia: a fornirla è Mauro Girola, stilista comasco con un passato in diverse aziende locali e none, da tre anni, imprenditore in proprio con una società di consulenza. Avviata l’avventura aziendale forse nel momento meno facile, Girola si dice infatti ottimista. E in questa riflessione a 360 gradi sulla situazione del mercato e del distretto, spiega il perché.«Non nascondo che la situazione è difficile – aggiunge Girola – La settimana scorsa hanno chiuso due tintorie e una grossa tessitura di stoffe d’arredo della Brianza sta avviando le pratiche per fare altrettanto. Siamo rimasti in pochi, insomma. Ma proprio per questo, c’è spazio, sui mercati, per i tessuti comaschi e brianzoli». L’imprenditore-creativo si occupa soprattutto di tessuti d’arredo e collabora con grosse realtà locali. «Dal mio punto di vista – spiega Mauro Girola – rilevo che i clienti delle nostre aziende chiedono garanzie di continuità, stabilità di rapporti. Un editore, nel campo del tessile per la casa, oppure uno stilista o un converter, investono soldi e tempo in ogni collezione. Se, poi, il fornitore con cui hanno messo a punto campionari e collezione, per qualche motivo, non è più in grado di fornire la produzione, di riassortire le scorte, di garantire il medesimo stile e la stessa qualità, è un problema enorme. Ci sono costi commerciali, di studio del prodotto, di marketing vanificati. Senza contare il pessimo effetto di immagine nei confronti della clientela finale».Secondo Girola, specialmente nel tessile d’arredo, settore che vede in collezione il medesimo articolo per anni, la continuità è insomma un must. E su questo possono, anzi devono puntare le aziende locali. A questo riguardo, l’esperto comasco cita una grossa azienda torinese di tessuti per la casa, che ha chiuso poco tempo fa, travolta dalla crisi. «Ha lasciato 70-100 clienti senza un fornitore fondamentale, collezioni non riassortibili, ordini sospesi». La tanto decantata filiera, dunque, ha un valore. Aziende che trattano il filo, tessiture, tintorie, finissaggi. E, infine, realtà commerciali che portano i prodotti in ogni parte del mondo. E se molti hanno chiuso, per gli altri resta fondamentale il “servizio completo”, la citata stabilità produttiva, l’affidabilità. Certo, poi ci sono problematiche diverse, come le voci che continuano a rincorrersi da mesi nel Comasco su una delle maggiori aziende tessili “beccata” a produrre copie abusive di accessori di una grossa griffe mondiale: tutto il contrario di quella affidabilità che dovrebbe distinguerci. Nonostante il singolo caso, e le polemiche scatenate di conseguenza, anche sul ruolo di Confindustria Como nei confronti delle aziende scorrette, per Girola la strada resta quella.«Credo che già nel 2013, qualche miglioramento ci sarà. Ci sono aziende che hanno investito anche in questi periodi di crisi, che continuano a farlo. Ci sono anche localmente realtà importanti».Nel tessile d’arredo, a Como, opera una delle maggiori aziende d’Italia, forse del mondo, Dedar, sede ad Appiano Gentile e una joint venture addirittura col gruppo Hermes. Marzotto, che controlla il gruppo Ratti, ha recentemente acquisito la brianzola Redaelli Velluti per avere una maggiore presenza proprio nel settore. E poi ci sono i tanti operatori del fashion per abbigliamento femminile, tanti nonostante la crisi e le difficoltà.«Vero, le produzioni tessili locali sono destinate per lo più a una fascia alta se non altissima di mercato. Ma chi offre oltre ai tessuti anche un servizio, la continuità e l’affidabilità produttiva – conclude Girola – ce la farà».

Giorgio Civati

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