Giunta Lucini sotto “fuoco amico”. «Ormai è un esecutivo di centro»

altScontro nella maggioranza
L’accusa di Rifondazione: «Quella è la loro vera natura»

Per la seconda volta nell’arco di pochi mesi, la giunta di centrosinistra di Palazzo Cernezzi finisce al centro del cosiddetto “fuoco amico”. Ovvero di critiche politiche piuttosto pesanti sulla vera natura del proprio operato. Il che, tradotto in una sintesi giornalistica estrema, starebbe più o meno a significare che l’esecutivo guidato da Mario Lucini sarebbe troppo “democristiano” rispetto alla teorica vocazione di centrosinistra.
Ieri, a mettere nero su bianco questa posizione, è

stata Rifondazione Comunista con una nota diffusa nella mattinata. “Casus belli”, in realtà, è un argomento specifico. Ovvero la discussione sul tema delle unioni civili, in queste stesse ore al centro del confronto politico in consiglio comunale tra una lunga serie di differenziazioni proprio tra gli stessi gruppi di centrosinistra.
Da questo “appiglio” – comunque molto sentito dai diversi partiti e movimenti dalla galassia di sinistra – parte la riflessione di Rifondazione.
«Rifondazione Comunista- Sinistra per Como – si legge nella nota – precisa ulteriormente la sua posizione in merito alle varie proposte sull’istituzione del registro per le unioni civili nella città di Como. Conosciamo e abbiamo guardato con grande interesse – aggiunge il Prc – gli sforzi compiuti l’anno scorso da “Adesso Como” e dal Movimento 5 Stelle per presentare una proposta di delibera sul tema, come da noi suggerito nel precedente comunicato».
Una introduzione tutt’altro che neutrale, a dispetto delle apparenze, perché subito seguita dal primo affondo nei confronti della maggioranza e della giunta di Palazzo Cernezzi.
«Un documento, quello firmato da Alessandro Rapinese e Ada Mantovani (Adesso Como, ndr) con Luca Ceruti (Movimento 5 Stelle), depositato a Palazzo Cernezzi nel luglio 2012 ma mai sottoscritto da un numero sufficiente di consiglieri comunali. Purtroppo si è visto – continua il testo di Rifondazione – un vero e proprio ostruzionismo nei confronti di questo tentativo, ritardando così la discussione su un tema tanto importante». Insomma, nel mirino è ovviamente la maggioranza centrista dei (teorici) compagni di viaggio di centrosinistra.
«La critica portata dal gruppo di Sinistra per Como è comunque rivolta interamente all’atteggiamento della maggioranza. Ripetiamo – conclude infatti il gruppo dirigente del partito – che questa è l’ennesima dimostrazione della vera natura dell’amministrazione Lucini, ossia una giunta di centro senza sinistra». Colpo assestato, dunque.
Cercato ripetutamente per una replica, il sindaco Mario Lucini ieri pomeriggio è risultato irrintracciabile.
Quello che è certo, però, è che il leit-motiv di una giunta di centrosinistra in realtà spostata al centro, o addirittura in piena continuità con l’esecutivo di centrodestra guidato fino al 2012 da Stefano Bruni non è una novità assoluta. La scorsa primavera fu Luca Michelini che – questa volta sul tema della nuova Ztl e della pioggia di posti a pagamento al posto di quello gratis – affondò i colpi nella stessa direzione.
«Stando così le cose – scrisse Michelini nella sua newsletter – sembrerebbe doversi arguire che esista una stretta continuità tra la politica urbanistica (in materia di parcheggi) delle giunte del Pdl e di quella attuale del Pd». Seguiva una bocciatura netta anche per le strisce gialle in piazza Roma, tema che – effettivamente – sta creando grossi grattacapi alla giunta attuale.

Emanuele Caso

Nella foto:
Tiene banco, in queste ore, il dibattito sulla vera natura politica della giunta scelta dal sindaco Mario Lucini per il Comune di Como

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