Giunta notturna per vendere un immobile: cinque indagati

altCessione dell’ex Intendenza di Finanza in via Diaz: nei guai anche l’ex sindaco Bruni
La Procura della Repubblica di Como ha chiuso le indagini sulla vendita dell’ex Intendenza di Finanza di via Diaz, un tempo sede di un monastero benedettino poi in uso alle fiamme gialle, infine divisa tra il Coni e il Comune di Como. Proprio la cessione datata 2008 della parte dell’immobile di competenza di Palazzo Cernezzi – 280 metri quadrati

venduti a una società privata con sede a Bergamo, a un prezzo di 538mila euro – è finita in un fascicolo del palazzo di giustizia lariano (oltre che della Corte dei Conti) che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di cinque persone.
Si tratta dell’ex sindaco Stefano Bruni, dell’ex assessore con delega al Patrimonio Enrico Cenetiempo e dei tre tecnici del Comune (una 42enne di Como, un 61enne di Cantù e un 49enne di Senna Comasco) che stilarono le due relazioni con la cifra ritenuta congrua per l’immobile anche se «il valore effettivo sul mercato immobiliare non era inferiore alla cifra di 689.400 euro».
La Procura contesta a tutti in concorso il reato di abuso d’ufficio in quanto, «in violazione dei doveri di imparzialità, trasparenza e perseguimento di un interesse pubblico», avrebbero provocato un «ingiusto vantaggio» alla società privata che acquistò la parte rimanente dell’immobile di via Diaz con una trattativa privata e a un prezzo inferiore rispetto a una procedura a evidenza pubblica.
In ballo, insomma, ci sarebbero circa 150mila euro in meno rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere, anche se per i magistrati la cifra avrebbe potuto essere anche più alta in quanto la società che già aveva acquistato la metà dell’immobile dal Coni, in caso di una procedura competitiva con altri possibili acquirenti, avrebbe potuto mettere sul piatto ulteriori «offerte al rialzo».
La chiosa della Procura è poi relativa alle «modalità del tutto inusuali» in cui fu convocata la riunione della giunta proprio per discutere della questione «in termini urgenti» con «gli ignari altri componenti» della giunta stessa. Convocazione che avvenne in notturna dopo aver richiamato più di un componente dal concerto di Jovanotti che si stava tenendo allo stadio Sinigaglia.
Ora gli indagati avranno tre settimane di tempo per fornire ai magistrati la propria versione dei fatti. Solo alla fine la Procura deciderà se chiedere o meno al giudice il rinvio a giudizio. Ma la partita, al momento, sembra ancora molto aperta.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’intero stabile dell’ex intendenza di finanza in via Diaz: sotto la lente è però finita la vendita di una sola parte di 280 metri quadrati

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