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Giuseppe Guzzetti: «L’odio spacca il nostro Paese»

Alla guida della Regione per 8 anni, quando il presidente non era ancora un «governatore» ma un primus inter pares eletto dal consiglio; senatore per due legislature tra il 1987 e il 1994; dirigente di partito – la Dc – sia a livello territoriale sia a livello nazionale. E poi, da 21 anni, presidente della Fondazione Cariplo: la cassaforte della solidarietà territoriale.Giuseppe Guzzetti, classe 1934, comasco di Turate, avvocato con la passione della politica, è una delle rare figure di riferimento del mondo economico e sociale lariano. Due giorni fa, a Roma, in occasione della 94° Giornata Mondiale del Risparmio celebrata all’Angelicum, nella sede della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino, ha di fatto pronunciato il suo discorso di commiato dall’attività pubblica.A fine anno Guzzetti lascerà infatti la presidenza della Cariplo e nel 2019, dopo quasi 20 anni, anche la presidenza dell’Acri, l’associazione che riunisce le fondazioni bancarie e le casse di risparmio.Le sue parole sono state una frustata. Innanzitutto verso sé stesso. «Non vi nascondo – ha detto – che ho riflettuto a lungo e alla fine non ho voluto che la mia coscienza desse un giudizio di codardia a un anziano come me, che ha passato molte stagioni politiche, economiche, sociali, a partire dall’immediato dopoguerra, quando lo scontro politico era durissimo ma non è mai venuto meno il rispetto dell’avversario».Nella stagione che stiamo vivendo, ha scandito Guzzetti, «un veleno sta insinuandosi nella nostra vita quotidiana e colpisce i gangli più delicati della nostra democrazia. È l’odio che spacca il Paese».L’odio non viene «dal nulla – ha spiegato il presidente della Fondazione Cariplo – I bisogni reali non possono essere ignorati. Ma non vanno strumentalizzati. Semmai affrontati e risolti». Oggi invece, «anziché percorrere la strada spesso difficile impervia del confronto democratico, si preferiscono scorciatoie pericolose».Le parole di Guzzetti non sono difficili da interpretare. E hanno un obiettivo preciso. «La diversa opinione non va demonizzata – ha detto l’ex presidente della Lombardia – La dialettica è utile e necessaria ai problemi del Paese che non vanno imputati a ipotetici poteri forti. C’è bisogno anche della pluralità dell’informazione, che va tutelata come ricchezza di una società democratica».E soprattutto c’è bisogno di una politica responsabile, che non metta ad esempio a rischio «il risparmio degli italiani». Un risparmio, ha detto chiaramente Guzzetti, «che non può essere sacrificato sull’altare del debito pubblico».

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