Gli abitanti del quartiere: «No al luogo di culto»

Parlano i residenti
Preoccupa anche la scelta di molte persone di vendere le proprie abitazioni
Non ci stanno i residenti di Camerlata. Non vogliono neanche sentir parlare di un ipotetico ritorno dei musulmani in via Domenico Pino.
«Non si tratta di razzismo. Ognuno deve essere libero di poter pregare purché ciò avvenga nel rispetto delle regole basilari della convivenza civile – spiega Angela Marceca – In quel luogo la moschea non può esistere. Così è stato deciso in passato, e noi vogliamo che si continui su questa strada».
Attualmente i locali di via Domenico

Pino funzionano come centro culturale. «Alcuni residenti mi hanno detto che, oltre a vedere entrare parecchi bambini, dall’interno si sente nitidamente il classico salmodiare della preghiera islamica. Chiedo soltanto il rispetto delle norme. Nulla di più», aggiunge Angela Marceca.
La convivenza dunque potrebbe tornare a essere ingestibile. Ma non è questo il solo problema. «Chi può se ne va da qui. I numerosi cartelli delle agenzie immobiliari lo confermano – dice Franco Travella – Avendo a disposizione i soldi si preferisce allontanarsi dalla zona. Troppo complicato vivere insieme con etnie diverse. Spesso si creano problemi anche banali che è difficile gestire. E un ritorno in massa per la preghiera non farebbe che inasprire nuovamente i rapporti. Io abito qui da sempre e come molte altre persone anziane non ho alcuna intenzione di allontanarmi dal luogo dove ho sempre vissuto. Chiediamo di vivere in pace». L’allarme è dunque scattato. E visto che di recente non sono stati segnalati problemi, c’è il timore che la situazione possa peggiorare qualora si decidesse di dare il via libera alla richiesta della comunità islamica.
«Spero che questa eventualità non si avveri – aggiunge Mario Andrioli – In passato si sono creati momenti di tensione che mi auguro di non dover rivivere». il timore dunque è palpabile. «La vita in passato era ingestibile – conclude Lino Meroni – purtroppo la convivenza in diversi momenti ha raggiunto una tensione davvero elevata. Chiediamo di poter rimanere tranquilli».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Angela Marceca

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