Gli affreschi ritrovati

altTesori comaschi  Domani a Caslino al Piano la presentazione dei dipinti dell’XI secolo recuperati da un’antica cascina di Bulgorello nel 2002
Fece molto scalpore, nel 2002, lo strappo degli affreschi superstiti dell’antica chiesa romanica di Sant’Eusebio, inglobata interamente nella diroccata cascina Sant’Angelo di Bulgorello, frazione di Cadorago. Si era ritenuto, all’epoca, che si fosse trattato addirittura di un furto su commissione, considerati l’antichità e il valore dei reperti, addirittura risalenti all’XI secolo.

Ma le indagini congiunte della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio e del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale dei carabinieri, di stanza a Monza, avevano portato ad accertare che alla vendita del complesso immobiliare i proprietari si erano riservati lo strappo dei lacerti affrescati. Operazione, questa, che venne risolta con il ritrovamento degli stessi e il loro affidamento ai Musei Civici di Como.
La presenza degli affreschi, che rappresentano busti di santi o di martiri, era già stata segnalata alle autorità competenti all’inizio degli anni ’90 ed era stata riportata dal vescovo Feliciano Ninguarda nella sua celebre “Visita pastorale” del 1592, all’interno dell’allora cappella dedicata a Sant’Eusebio o ai Santi Proto e Giacinto, mentre il campanile già allora era in parte diroccato. L’uso agricolo dell’edificio e dei suoi annessi, siti a metà strada tra Bulgorello e Vertemate, aveva poi cancellato nel tempo la memoria delle antiche vestigia, riscoperte solo all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso dall’avvocato cadoraghese Cesare Piovan, allora presidente della Società Archeologica Comense, e dal noto esperto d’archeologia cristiana Oleg Zastrow.
Per quanto concerne gli affreschi, e con la speranza di ulteriori ritrovamenti, anche lo storico dell’arte comasco Alberto Rovi ha confermato l’antichissima datazione all’XI secolo. Dopo il restauro, si pensava di esporli nella Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi, accanto ai coevi affreschi provenienti dalla chiesa di San Giorgio in Como, strappati per evitarne la distruzione definitiva, essendo stati dipinti sulle pareti della più antica chiesa di San Giorgio (esistente sotto l’attuale), parzialmente sommersa dalle acque del lago.
Gli affreschi di Bulgorello parrebbero infatti secondo gli studiosi affini per lo stile a questi ultimi. E ciò contribuisce a qualificarli tra i più antichi dell’area comasca.
Ora invece gli affreschi tornano a casa. Domani alle ore 10 la chiesa parrocchiale di Sant’Anna in via IV Novembre a Caslino al Piano ospiterà la presentazione del restaurato ciclo medievale che verrà conservato nella sede del Consorzio Parco del Lura. È infatti stato proprio su iniziativa del Consorzio, dal 2012 al 2013, che gli affreschi sono stati restaurati. L’operazione ha consentito di rimuovere l’intonaco eccedente e di ricollocare gli affreschi su cinque pannelli alveolari della stessa altezza, ma di larghezza variabile, all’interno della nuova sede del Consorzio. All’incontro di domani parteciperà lo stesso Cesare Piovan e tra gli ospiti ci sarà Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo.
Si tratta di un’importante testimonianza di pittura romanica, come detto assegnabile alla prima metà del secolo XI, che trova confronti con numerosi affreschi della zona, tra cui quelli di Galliano a Cantù, di Cucciago e di Castelseprio. I frammenti sono fra loro stilisticamente omogenei e attribuibili alla stessa anonima mano d’artista. Purtroppo, a causa della lacunosità dei resti, non sono identificabili i quattro busti di santi (una figura femminile e tre maschili, due dei quali col capo tonsurato), né è possibile richiamare una delle figure all’intitolazione della chiesa.

Nella foto:
Un particolare dei dipinti oggi conservati nella sede del Consorzio Parco del Lura

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