Gli albergatori: “Come possiamo riempire le camere senza turisti?”

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Alberghi chiusi, ma fino a quando? Per il settore ricettivo lariano, più che una questione di direttive e mascherine è un problema di frontiere. Senza i turisti e un certo tipo di turisti, in particolare stranieri che hanno alimentato il settore negli ultimi decenni, per tanti alberghi non si possono fare previsioni di riapertura.

«Alcune strutture a Milano parlano già di riaprire a settembre, qualcuno qui sul lago di metà giugno – spiega il presidente di Federalberghi Como, Roberto Cassani – Non discutiamo gli obblighi sacrosanti per contenere il contagio, ma i rischi per gli imprenditori sono troppi alti. Abbiamo la responsabilità diretta in caso di contagio, un reato penale. Questo per tenere aperte le strutture con il 10% della capienza. I 4 metri quadrati per persona sono un limite troppo forte» conclude Cassani.
«La prima condizione di un albergo per aprire e che ci siano clienti – fa eco il vicepresidente Ross Whieldon Stacey – Il trasporto aereo e dei pullman è vitale per il turismo del Lago di Como. Altrimenti diventa mordi e fuggi, ma mi chiedo quali strutture siano in grado di aprire solo due giorni a settimana. I miei due hotel certo no. Forse qualche albergo a gestione familiare». L’imprenditore inglese, trapiantato sulle rive del Lago di Como, evidenzia poi una serie di problemi di difficile soluzione.
«Non possiamo aprire i bar ai clienti dell’hotel. Non si posso usare gli ascensori – dice – Ok per il divieto al buffet, ma come posso obbligare la gente a fare sei piani a piedi? Ma la questione primaria, ripeto, riguarda il trasporto. Alcuni grandi tour operator hanno già chiuso. Le compagnie aeree hanno tagliato tutto. Quelle private ripartiranno, sono sicuro. Turismo locale? La Lombardia ha 11 milioni di residenti, gli stessi di Londra. Come riempiamo gli hotel? Ci vorrà tempo. Il turismo non è una macchina che riparte al primo giro di chiave. Ecco, speriamo che come l’Italia è stata veloce a chiudere tutto, lo sia a ripartire quando le condizioni sanitarie lo permetteranno. La politica deve essere agile. Altrimenti inizieranno a mancare i soldi per tutti. Oggi noi imprenditori lavoriamo fino ad ottobre per pagare le tasse e gli stipendi pubblici. Se ci fermiamo si ferma tutta l’Italia».

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