Gli albergatori: «No a una città bacchettona»

altIl dibattito sulla movida
«Se vogliamo far crescere le presenze dobbiamo garantire la possibilità di divertirsi fino alle ore piccole»

«Como non può essere una destinazione bacchettona». Al termine «movida» gli albergatori preferiscono «sana vita notturna», ma il concetto non cambia. «Se vogliamo far crescere il turismo e prolungare la durata del soggiorno dei visitatori dobbiamo garantire un’offerta completa, che deve comprendere anche la possibilità di divertirsi fino alle ore piccole», scandisce Andrea Camesasca, vicepresidente dell’Associazione provinciale albergatori.
La polemica sulla movida a Como si è riaccesa

nei giorni scorsi, dopo il doppio blitz della polizia locale nel parco di Villa Olmo, prima al bar e poi al ristorante. L’intervento sarebbe scattato dopo le lamentele di alcuni residenti della zona per la musica troppo alta e il presunto caos. In attesa della relazione dei vigili e dell’incontro fra le parti in causa, la questione ieri è approdata anche in giunta, con un’informativa dell’assessore alla Sicurezza Marcello Iantorno.
«Non voglio entrare nel merito di un caso che non conosco – dice Roberto Cassani, presidente dell’Associazione albergatori – Mi sembra però che l’amministrazione non faccia una bella figura perché sembra che chi fa le regole poi non sappia come devono essere applicate. Se un locale è in regola e ha i permessi ha poco senso il blitz della polizia locale. Diversamente, se così non fosse, dovrebbe essere chiuso e stop. Credo che sia necessario fare chiarezza, per la zona di Villa Olmo come per tutte le altre zone della presunta movida».
Per Camesasca è indispensabile che «nel Piano di Governo del Territorio siano identificate aree idonee destinate alla cosiddetta movida». «Sia chiaro – precisa il numero due degli albergatori – intendo una sana vita notturna, non la delinquenza, che deve essere estirpata. Mi riferisco a musica, discoteca, bar aperti, locali jazz, spazi per consentire a chi lo desideri di bere qualcosa a qualsiasi ora». Tra le aree possibili, gli albergatori indicano quella dello stadio e dell’hangar. «Garantendo il rispetto delle regole, comprese le normative acustiche – dice Camesasca – nel rispetto dei diritti di tutti dovrebbe essere assicurata la presenza di un’area per la vita notturna. Como non può essere una destinazione bacchettona. I residenti hanno il diritto al riposo ma esiste anche il diritto al sano divertimento». «L’aspetto fondamentale – aggiunge Cassani – è che sia garantita la presenza di un’area nella quale è possibile divertirsi anche fino a notte fonda, sempre nel rispetto delle regole. Dal mio punto di vista di albergatore, è importante per catalizzare più turisti».
Va all’attacco dell’amministrazione comunale Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como. «Vogliono trasformare la città di Como in un dormitorio – dice il rappresentante dei commercianti – Il comportamento dell’amministrazione a Villa Olmo e più in generale sul tema locali notturni è in linea con altri interventi che sembrano avere il solo scopo di tenere lontani i turisti, in particolare l’ampliamento della zona a traffico limitato».
«A parole tutti ripetono di voler incentivare il turismo – aggiunge Casartelli – Nei fatti poi accade il contrario. Un turista non va a letto alle 22, è in vacanza e vuole divertirsi come avviene in altre città. Nell’area di Villa Olmo la musica non può disturbare, è esagerato reprimere le attività. È tutto un controsenso: o vogliamo una città turistica, e allora lo dimostriamo nei fatti, o non la vogliamo e lo diciamo chiaramente».

A.Cam.

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