Gli artigiani: «Noi viviamo alla giornata»

Le reazioni delle categorie
Il sindacato: «Chi ha perso il 35% in due anni ora recupera il 7%»
«La situazione economica delle imprese comasche – commenta Francesco Verga, presidente di Confindustria Como – non sembra purtroppo particolarmente incoraggiante. Ciò che maggiormente preoccupa è al momento la scarsa visibilità sulla domanda, denunciata da oltre la metà delle imprese interpellate, che spesso risulta inferiore a un mese». Verga punta il dito anche sui problemi che incontrano nel farsi pagare. «È chiaro – prosegue il numero uno di via Raimondi – che in una situazione

del genere è difficile per chiunque operare dei seri piani di sviluppo e innovazione. A questo va abbinata anche la scarsa solvibilità dei clienti, visto che la quasi totalità degli intervistati ha riscontrato casi di insolvenza, a cui si aggiungono crescenti difficoltà nel rapporto con il sistema creditizio».
«Occorre da parte delle nostre aziende un ulteriore sforzo per far fronte allo stallo dell’economia, e una capacità di visione e di fare impresa che vada oltre l’immediato e il contingente», conclude.
La situazione preoccupa anche le organizzazioni dei lavoratori, come evidenzia Gloria Paolini, segretaria generale aggiunta della Cisl. «È vero che nel 2011 si è assistito a un recupero di fatturato rispetto al 2010 e al 2009, ma non dimentichiamo che quelli furono anni di crisi gravissima», spiega.
«Ci sono aziende che in due anni hanno perso il 35% e ora hanno recuperato il 7-8%», aggiunge la Paolini, che pone poi l’accento sugli ammortizzatori sociali. «La cassa integrazione straordinaria si esaurirà in pochi mesi nel 2012. E questo significa nuovi addetti disoccupati. Oggi le aziende sono ancora molto prudenti. Il tavolo della crisi non si può chiudere, serve uno sforzo ulteriore su iniziative di sviluppo, si devono dare risposte a chi è a casa in cassa straordinaria e magari ha oltre cinquant’anni».
Se il mondo dell’industria soffre, gli artigiani non sorridono. «Sicuramente non siamo in una barca diversa dagli industriali – dice il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Galimberti – Il nostro settore vive alla giornata, con forti difficoltà in termini di ordini. Ora attendiamo un cambiamento di rotta, con delle riforme che probabilmente un governo tecnico può apportare».
Alessandro Fermi, assessore provinciale alle Attività produttive, spiega come i dati dell’Osservatorio occupazionale di Villa Saporiti parlino effettivamente di una pericolosa flessione nella seconda metà del 2011. «L’anno – spiega – era partito con un trend positivo (+12%) di chi è stato avviati al lavoro rispetto al 2010 (+10% rispetto al 2009). Poi, dal mese di luglio si è assistito ad un rallentamento. Ora – sottolinea Fermi – a fine ottobre il dato è ancora positivo, ma è sceso a circa il 7% rispetto allo scorso anno».
E la situazione rispecchia la fotografia effettuata da Confindustria Como. Dopo due anni di grave crisi c’è stata effettivamente una leggera ripresa, le aziende hanno ricominciato ad assumere, ma poi abbiamo assistito a una progressiva contrazione – conclude l’assessore provinciale – se il calo dovesse proseguire, dovremmo chiudere in linea con il 2010».

Paolo Annoni

Nella foto:
La sede di via Raimondi di Confindustria Como, che ha redatto lo studio

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