Cronaca

Gli artisti: dia una mano anche il Comune. Nini Binda: occorre la certezza della pena

altLe opinioni in città
(f.bar.) Senso civico e animo artistico. Un connubio non solo ipotizzabile ma da ricercare con il massimo entusiasmo. L’opera del gruppo di volontari “X Como più pulita” ottiene consensi trasversali, dal mondo della politica a quello culturale. Lo spirito battagliero di Anna Ballerini e dei suoi volontari non lascia indifferente Pier Paolo Perretta, in arte Mr. Save The Wall. Noto – oltre che per i suoi lavori – anche per la scelta decisamente “artistica” di lasciare la sua comoda e avviata

carriera di manager per dedicarsi alla creazione – con la tecnica stencil, tipica di certi street artist – di lavori decisamente apprezzati.
«Non si può non lodare un gruppo di volontari che impiega tempo e fatica per abbellire Como – dice l’artista – Un giorno sono tornato a casa e sul portone ho trovato scritte e disegni che deturpavano tutto. Ma la vera sorpresa l’ho avuta il giorno seguente, quando ho visto tutto perfettamente ripulito dal gruppo di Anna. Non ci resta che applaudire e ovviamente dichiararci disposti a supportarli».
Con una necessaria precisazione: «Chiedo però al Comune o a chi ne ha facoltà spazi da dedicare agli artisti in regola».
«I volontari sono dei valorosi – dice il pittore comasco Fabrizio Musa – Chi si impegna nel recupero di angoli degradati di Como, soprattutto in maniera volontaria, merita tutto il nostro supporto. È altrettanto vero che, oltre all’opera di gruppi quali “X Como più pulita”, dovrebbe esserci una regia superiore con soggetti istituzionali quali il Comune».
Ovviamente Anna Ballerini è sempre alla ricerca anche di sostegno materiale. Non tanto di soldi quanto attrezzature – dalle vernici agli strumenti per ripulire – fondamentali in questa lotta. E in tal senso si mosse, nel maggio 2013, la Confcommercio Como, guidata da Giansilvio Primavesi, quando donò un’idropulitrice. «Aiutiamoli. Sono encomiabili in quel che fanno e non demordono. Lavorano gratuitamente e spesso nel loro tempo libero. Noi comunque ci siamo. Lo abbiamo dimostrato in passato e, se necessario, si potrebbe anche rifare. Certo è che anche loro dovrebbero magari pretendere un sostegno maggiore dal Comune. In fin dei conti compiono lavori che solitamente spetterebbero all’amministrazione», ha detto Primavesi. «Il vero problema è combattere l’inciviltà. Dei graffitari e di chi maltratta il bene comune – interviene Nini Binda, assessore della prima giunta Botta, da sempre sensibile su certi temi – E in entrambi i casi è necessaria la certezza della pena. Se così fosse – ad esempio come accade in Svizzera – non ci sarebbero difficoltà a trovare persone disposte a intervenire economicamente – dice Binda – Io stesso metterei a disposizione dei soldi».

Nella foto:
Pier Paolo Perretta
27 maggio 2014

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