Era il periodo di marzo-aprile. Ogni giorno arrivava una notizia che annunciava il rinvio, o più spesso l’annullamento di qualche gara. E in quella fase non si sapeva nemmeno come sarebbero andate le cose, con la pandemia al suo culmine. Poi, con il calo dei contagi della prima ondata si è cominciato, sul Lario e altrove, a riparlare anche di manifestazioni sportive. In fondo il ritorno delle competizioni era il segnale di un territorio che voleva rialzare la testa.E il Comasco ha ancora una volta mostrato di poter fare da punto di riferimento.Proprio in piazza Cavour il giorno di Ferragosto è arrivato il Giro di Lombardia di ciclismo, uno dei primi grandi eventi internazionali che hanno segnato la ripresa dello sport mondiale (nella foto, il vincitore Jakob Fuglsang). Nulla, però, è stato come prima. Ogni federazione, in accordo con il Governo, ha proposto rigidi protocolli. Le gare sono state a porte chiuse e senza pubblico. Una prescrizione che non ha riguardato solo gli eventi in spazi più ristretti, ma anche quelli che prevedevano la disputa sul territorio come, ad esempio, lo stesso “Lombardia” o il Rally Aci Como. Un sacrificio necessario, che ha deluso gli appassionati, ma era una condizione necessaria per ripartire, con la speranza di un futuro meno tormentato sotto ogni punto di vista.
Sul Corriere di Como in edicola oggi due pagine speciali dedicate agli eventi andati in scena sul Lario nel 2020
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