Gli ex allenatori del Como: «Dai Italia, facci sognare»

Entusiasmo e ottimismo alla vigilia della partita con la Spagna
«Questa Italia ce la può fare. Il suo uomo in più? Andrea Pirlo, ma anche Antonio Cassano e Mario Balotelli». Dieci allenatori del Como, nove ex e quello entrante, giudicano la partita dell’Italia di oggi, che alle 20.45 si gioca il titolo continentale con la Spagna a Kiev. Tutti sono fiduciosi a partire da Pippo Marchioro, l’uomo del primo doppio salto nella storia dei lariani, dalla C alla A. «Ho l’impressione che l’Italia arrivi a questo match in condizioni di forma migliori rispetto
a quelle degli avversari – afferma – La Spagna mi pare invece in flessione fisica. E questo potrebbe fare la differenza». Al momento di indicare l’uomo che può essere decisivo, Marchioro non ha dubbi: «Non ho bisogno di pensarci: Pirlo».
Dopo aver sentito Marchioro – noblesse oblige – tocca all’attuale mister dei lariani, Silvio Paolucci. «Sicuramente quella di stasera è una partita difficile – spiega – Ma l’Italia ha buone possibilità, soprattutto perché Prandelli ha creato un ottimo gruppo e soprattutto ha dato una bella organizzazione di gioco».
«Di fronte ci sarà la Spagna – spiega ancora Paolucci – che ha il centrocampo che è considerato il migliore al mondo: ma penso che anche il nostro non abbia nulla da invidiare a quello degli iberici».
Il nuovo tecnico del Como – e questa è una sua filosofia – non indica singoli azzurri che per lui possono essere decisivi: «Penso che la forza dell’Italia sia soprattutto il gruppo».
«Noi siamo migliorati molto sul fronte del possesso di palla – dice dal canto suo Simone Boldini, al Como in serie C nel torneo 2004-2005 – e con il nostro centrocampo possiamo essere molto competitivi, come abbiamo dimostrato nell’ultima gara con la Germania».
Ma per Boldini c’è da considerare un ulteriore aspetto: «Quello psicologico-morale, che conta molto in una partita secca. E noi su questo fronte siamo messi bene, ma non solo, abbiamo organizzazione e allo stesso tempo singoli che possono cambiare l’esito della partita in ogni momento». Un nome? «Sarebbe troppo facile dire Pirlo, che ha dimostrato alla Juve e in Nazionale quello che vale. Penso piuttosto a Cassano, che può fare la differenza in ogni momento con i suoi colpi».
Walter De Vecchi, sul Lario all’inizio della stagione 1999-2000, afferma: «In questo momento conta chi ha più energia e forza, anche perché le motivazioni saranno altissime per entrambe le contendenti, con la Spagna che vuole proseguire nel grande slam e l’Italia che vuole tornare a vincere a sei anni di distanza dalla vittoria ai Mondiali 2006. La nostra si conferma peraltro una Nazionale che in condizioni difficili sa tirare fuori il meglio, come da sua tradizione».
De Vecchi vota due azzurri che possono essere determinanti: «Pirlo, che fa al meglio il suo mestiere, quello di fare la differenza, e Balotelli, che è esploso come Paolo Rossi nel 1982 e Totò Schillaci nel 1990 in Italia».
Secondo Ernestino Ramella, allenatore degli azzurri nella stagione conclusa poche settimane fa: «Stasera serve un’Italia in versione “Banda Bassotti”, un po’ come il mio Como. Ossia una formazione che sfrutti punizioni e calci da fermo», spiega.
«Penso che questa finalissima degli Europei – aggiunge Ramella – possa essere decisa da un episodio, magari da un colpo di un giocatore come Bonucci, Balotelli o De Rossi su un calcio da fermo, appunto, perché, per il resto, vedo un grande equilibrio».
Per quanto riguarda l’uomo in più dell’Italia, Ramella non ha dubbi: «Da milanista mi spiace ammetterlo, ma è Andrea Pirlo».
Più laconico Eugenio Fascetti, allenatore dei lariani nell’ultima stagione del Como in serie A. «Fra Italia e Spagna sarà una partita a scacchi, con un confronto fra due centrocampi fortissimi. Bisognerà mantenere i nervi saldi… Non servirà avere troppa furia». Fascetti non ha un singolo che apprezza maggiormente: «Mi piace tutto il centrocampo della nostra Nazionale».
Marco Falsettini, che ha allenato il Como in serie D, indica subito il nome del suo azzurro preferito: «Andrea Pirlo tutta la vita». Per quanto riguarda la sfida con la Spagna sostiene: «Noi abbiamo più di una chance di vincere. Questa Italia mi ha convinto pienamente e se la può giocare con chiunque grazie alla forza del suo gruppo».
Anche Oscar Brevi, sul Lario fino a due stagioni fa, al pari di alcuni colleghi dà grande importanza al centrocampo degli azzurri. «Per me è fortissimo – afferma – con gente come Pirlo, De Rossi, Montolivo e Marchisio, anche rispetto a quello, tanto, celebrato, della Spagna. Penso proprio che la finalissima di questa sera si deciderà nel confronto che ci sarà in mezzo. L’Italia ha buone chance, anche se quella iberica rimane una formazione di tutto rispetto».
«Sono entusiasta – dice Giacomo Gattuso, prima bandiera sul campo, poi tecnico dei lariani nel torneo 2005-2006 – Inizialmente, come tanti altri, non ero molto convinto delle potenzialità dell’Italia, ma poi mi sono dovuto ricredere. Ho visto una squadra che ha forza, qualità e spirito giusto. Di fronte, invece, ci sarà una Spagna forte, ma che non mi sembra straripante come in altre occasioni».
Gattuso condivide il parere dei suoi colleghi sul giocatore azzurro che può essere decisivo: «Pirlo».
Chiude la rassegna di pareri mister Alessandro Scanziani . «Incontriamo la squadra campione del mondo e d’Europa in carica, ma conterà molto la condizione fisica e, oggettivamente, in questo momento mi sembra più in forma l’Italia – sostiene – Io peraltro, giudicavo più forte di tutti la Germania ma, per fortuna, mi sono dovuto ricredere. L’azzurro che può essere decisivo? Mario Balotelli».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Esultanza azzurra dopo il gol di Di Natale con la Spagna nel girone di qualificazione. Stasera le due squadre si ritrovano in finale

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