Gli incendi in Altolago. I due arrestati: «Non siamo stati noi»

Hanno negato tutto, respingendo l’accusa di essere i piromani dell’Altolago.
Si è svolto ieri mattina nel carcere del Bassone l’interrogatorio dei due ragazzi arrestati dalla forestale dei carabinieri dopo essere stati colti il flagranza di reato mentre, secondo l’accusa, tentavano di appiccare un incendio nel Comune di San Siro.
Il giudice delle indagini preliminari ha tuttavia convalidato l’arresto e disposto la permanenza in carcere dei due sospettati, che sarebbero indagati anche per altri due roghi precedenti, avvenuti a Livo e Musso. Incendi divampati dal 23 marzo in avanti.
In cella sono finiti due residenti nell’Altolago, rispettivamente di 19 anni (di Musso) e 31 anni (di San Siro). La clamorosa svolta nelle indagini era giunta la scorsa settimana. I due fermati per ora devono rispondere solo dell’ultimo rogo, anche se i sospetti su di loro si erano concentrati in seguito alle indagini su due precedenti incendi avvenuti nelle scorse settimane. Ad accomunare l’accaduto le modalità di innesco delle fiamme e anche la particolarità che i due ragazzi erano presenti sui luoghi dello spegnimento delle fiamme.
Per questo le attenzioni avevano cominciato a convergere sui due amici, che sono poi stati colti sul fatto. Ieri mattina infine si è svolto l’interrogatorio, dove tuttavia i sospettati hanno negato ogni addebito respingendo le accuse sostenendo che l’incendio in questione – quello di San Siro – divampò molto più in alto rispetto al punto in cui si trovavano, e che tra l’altro la loro posizione era a lago e non in mezzo al bosco. Versione che ora dovrà essere verificata in corso di indagine.

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