Gli industriali aprono all’ottimismo «Segnali positivi, la caduta si è arrestata». Cresce la cassa integrazione straordinaria

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La recessione in riva al Lario
Bene le esportazioni e migliora il livello di fiducia delle famiglie

(m.d.) Gli industriali comaschi aprono all’ottimismo, seppure con tutte le necessarie cautele dovute alla lunga crisi che da anni non dà tregua. Questa volta sembra proprio che la caduta si sia arrestata per davvero. Dopo anni di precipizio, nello scorso mese di maggio i livelli produttivi sono tornati a crescere in riva al Lario. Ed è migliorato anche il livello di fiducia delle famiglie, segnale positivo che potrebbe tradursi presto in una ripresa, pur flebile, dei consumi.
Il quadro emerge

dall’Osservatorio rapido congiunto di Unindustria Como e Confindustria Lecco, relativo appunto al mese di maggio e diffuso ieri dalle due associazioni imprenditoriali.
Ed è lo stesso presidente di Unindustria Como, Francesco Verga, a certificare, con le sue dichiarazioni, gli spiragli di ottimismo che sembrano finalmente aprirsi all’orizzonte.
«I piccoli segnali positivi, come la maggior fiducia nelle famiglie e, di conseguenza, una maggiore propensione al consumo, devono essere accolti da noi imprenditori con speranza e voglia di guardare avanti – afferma infatti Verga – Purtroppo, però, le ore di cassa integrazione straordinaria richieste dalle nostre imprese sono notevolmente aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’attività con l’estero continua invece a registrare piccoli incrementi che ci confermano che quella è la strada da seguire. Ma se ripartissero anche i consumi interni ripartirebbe tutto il Paese».
Anche per il mese di maggio le esportazioni si confermano il settore trainante per le imprese comasche. Tutte le attese continuano a essere puntate sul mercato nazionale, ormai praticamente fermo da anni.
Secondo l’Osservatorio di Unindustria, in provincia di Como «l’andamento della domanda in questi primi mesi del 2013 evidenzia il protrarsi della crisi», ma «vi sono alcuni segnali positivi che suggerirebbero l’arrestarsi della caduta». Uno scenario, quest’ultimo, che «porta a prevedere una caduta del Pil per il 2013 non superiore al 2%».
Il dato più importante riguarda però la produzione industriale, che «registra un lieve incremento su base mensile pari allo 0,5%». Questa piccola ripartenza è però ben poca cosa rispetto al crollo registrato dall’inizio di questa pesante recessione.
«La distanza dal picco di attività pre-crisi (ovvero dall’aprile del 2008) si attesta a -24,6%», precisano infatti gli analisti di Unindustria Como.
Sul fronte della fiducia i segnali sono contrastanti. «Sebbene l’Istat registri cauti segnali di maggior fiducia da parte delle famiglie – si legge nel rapporto relativo al mese di maggio – l’indice della fiducia delle imprese è ancora in territorio recessivo, benché l’indicatore sia stazionario e non più in caduta. La fiducia delle famiglie lentamente ritorna a migliorare in questo inizio 2013, dopo una caduta incessante dal 2010, con conseguenti attese positive sui consumi».
Sulle speranze di una ripresa concreta della propensione a fare acquisti pesa però, in negativo, «la quota di spese fisse e non evitabili (bollette e tasse) che erodono considerevolmente il reddito familiare, nonostante il già citato contesto di maggior fiducia».
L’incremento di attività registrato dalle imprese interpellate da Unindustria «è da attribuirsi al buon andamento della domanda estera». Non bisogna dimenticare che, in riva al Lario, la propensione all’export è molto forte, tanto è vero che il 13% degli intervistati vende all’estero più della metà del proprio fatturato e il 28% delle imprese esporta quote consistenti, dal 20 al 50% delle vendite totali.
Il punto dolente resta l’occupazione. «Nel mese di maggio – conclude l’Osservatorio di Unindustria – in provincia di Como sono state autorizzate circa 800mila ore di cassa integrazione ordinaria, con una calo del 10% rispetto allo stesso mese del 2012. La cassa straordinaria è invece in forte aumento rispetto al maggio del 2012, e si attesta a oltre 900mila ore autorizzate (erano 200mila un anno fa). L’aumento medio, nei primi 5 mesi del 2013, è del 30%».

Nella foto:
Il legno-arredo (a sinistra) e il tessile (a destra) restano gli assi portanti dell’economia lariana. Entrambi con un’elevata propensione alle esportazioni, sono proprio le vendite sui mercati esteri a tenere a galla il sistema industriale comasco

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