Gli industriali comaschi: «Non siamo contro l’articolo 18. Ma serve una vera riforma»

Fabio Porro: «Non sprechiamo risorse per i lavativi»
«Confindustria non ha mai chiesto l’abolizione dell’articolo 18, quanto piuttosto una sua modifica. Nessuno di noi auspica che sia eliminato il concetto di giusta causa, anche a fronte delle discriminazioni possibili. Forse, il problema riguarda il reintegro in azienda successivo alla causa di lavoro». Fabio Porro, vicepresidente di Confindustria Como, ha spiegato ieri ai microfoni di Etv le posizioni dei vertici degli industriali lariani sulla questione che sta dividendo la politica.
«Oggi – dice
ancora Fabio Porro – esistono molte possibilità contrattuali per le nuove assunzioni ma non altrettante per interrompere il rapporto di lavoro». La metafora utilizzata dal vicepresidente di Confindustria è il matrimonio: «piuttosto che sposarsi, preferisco non farlo» per paura di non poter un giorno divorziare. Elemento, quest’ultimo, che «penalizza in questo momento le imprese sul fronte delle assunzioni».
Forse la modifica dell’articolo 18 non è una priorità per gli industriali lariani, ma il problema dell’interruzione del rapporto di lavoro resta tale. Nel giorno in cui la Corte d’Appello di Potenza ha accolto il ricorso della Fiom e ha deciso il reintegro in fabbrica dei tre operai di Melfi licenziati nel 2010, Porro insiste sulla necessità di «trovare soluzioni praticabili, ad esempio periodi di prova contrattuali più lunghi degli attuali», che non possono superare i 6 mesi. «Se non si inizia a cambiare saremo sempre qui a discutere di qualcosa di inamovibile».
Il dibattito attorno alla vicenda si presta comunque a molte strumentalizzazioni, cosa di cui Porro è consapevole. «Personalmente – ha dichiarato il vicepresidente degli industriali comaschi – sono anzi convinto che l’argomento più strumentalizzato che altro. Non penso che l’articolo 18 possa essere l’ostacolo che precluderà una riforma del mondo del lavoro». Riforma giudicata necessaria e da raggiungere con l’assenso di tutti. «Un accordo è sempre auspicabile – aggiunge Porro – ma è giusto che questo governo, dopo aver ascoltato tutte le parti, prenda poi una decisione. Sarebbe opportuno che la soluzione fosse condivisa. In caso contrario, piuttosto che impantanarci, meglio scegliere».
Un ultimo commento Porro lo dedica alla polemica tra la presidente nazionale degli industriali, Emma Marcegaglia, e il sindacato, accusato di difendere talvolta i fannulloni. «Il mondo del lavoro è diviso in 3 parti: gli occupati, i disoccupati e i lavativi protetti. Si sta facendo tutto per chi il lavoro ce l’ha e poco per chi deve trovarlo. Oggi le risorse sono limitate, evitiamo di sprecarle per mantenere i posti di lavoro dei lavativi». Peraltro, conclude Fabio Porro, «gli stessi dipendenti corretti sono quelli che nelle imprese auspicano un cambiamento».

Nella foto:
Il governo Monti ha riaperto il dibattito politico sull’articolo 18, che prevede il reintegro del lavoratore in caso di licenziamento giudicato illegittimo (Mv)

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